10 morti, crescono i contagi

CORONAVIRUS/E ANCHE I TAMPONI. CONTE: “NON BISOGNA ABBASSARE LA GUARDIA”



di Massimo Nesticò

ROMA. Dopo il calo di lunedì - coinciso con un picco negativo di tamponi effettuati - riprende a salire la curva dei nuovi positivi al Covid nelle ultime 24 ore: sono 1.370 (+262). Ma i test (92.403) sono quasi raddoppiati rispetto al giorno precedente. L’incidenza dei contagi per tampone scende dunque dal 2,1 all’1,48%. Dieci i morti, 2 in meno di lunedì. “Dobbiamo - ha detto ieri il premier Giuseppe Conte - continuare su questa strada, senza abbassare la guardia e lavorando ad una risposta coordinata che tuteli la salute di tutti, nessuno escluso”. In Lombardia (+271) e Campania (+249) il maggior aumento quotidiano di positivi al virus. Nessuna regione è stata esente da nuovi contagi nelle ultime 24 ore. Rallenta, invece, la corsa delle terapie intesive: ieri un solo paziente in più ed il totale sale a 143. Mentre un aumento più consistente si è registrato per i ricoverati con sintomi, che sono 1.760 (+41); e crescono anche le persone in isolamento domiciliare (31.886, +754). Il numero dei dimessi e dei guariti è salito a 210.801 (+563); quello dei soggetti attualmente positivi a 33.789 (+796). Guardando ai numeri più a lungo termine, il fisico Giorgio Sestili rileva che dalla fine di luglio i casi di Covid-19 hanno cominciato a raddoppiare con un ritmo più veloce: ogni 15 giorni, contro i 30-40 giorni registrati durante il lockdown; e le curve di aumento dei casi e dei ricoveri in terapia intensiva stanno seguendo lo stesso andamento, anche se a distanza di circa dieci giorni. Il trend epidemiologico, spiega lo studioso, è “in progressivo peggioramento, con un aumento che prosegue ormai da sei settimane consecutive nelle quali i numeri aumentano rispetto alla settimana precedente”. Lo scenario viene monitorato con grande attenzione, perchè è ipotizzabile un’ulteriore crescita dei contagi con la ripresa della scuola e di gran parte delle attività dopo la pausa estiva. Diversi i focolai al momento attivi. L’ultimo a Polignano a Mare (Bari) , dove sono risultati 78 positivi tra i dipendenti di un’azienda ortofrutticola, su 159 tamponi effettuati. Altra situazione critica emersa è quella della Rap, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti a Palermo: al momento sono 12 i dipendenti positivi, tra capi settore e operai e il 40% dei lavoratori è in malattia. Lo screening di tutti i dipendenti sarà completato domani. La Rap ha chiesto l’intervento dell’esercito per garantire la raccolta dei rifiuti e qualsiasi altra possibile collaborazione con aziende pubbliche e private del settore per garantire la raccolta che rischia di bloccarsi. Per il focolaio della Rsa Villa Genusia di Ginosa Marina (Taranto), dove gli ultimi dati disponibili parlavano di 34 positivi tra pazienti e dipendenti, si è registrato il decesso di una paziente di 86 anni, affetta anche da diabete ed altre patologie. Nello stabilimento Electrolux di Susegana Italia (Treviso) poi, altri due lavoratori sono risultati positivi al Coronavirus ed una decina di colleghi di reparto sono sospesi in quarantena cautelativa. Continuano intanto le polemiche sul cosiddetto ‘piano segreto’ del Cts che conteneva possibili scenari di evoluzione dell’epidemia. “Poco alla volta - ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana - emergono le verità nascoste e si scopre che il Governo non ha condiviso con le Regioni alcune informazioni che avrebbero permesso a quest’ultime di organizzare al meglio la propria difesa contro il virus assassino”. Il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, da par- te sua, ha difeso l’azione del Governo. “Nei primi 3 mesi di pandemia - ha ricordato - siamo stati accusati di utilizzo eccessivo della forza e di decisionismo spinto. Dal 3 giugno in poi, come era stato concordato, le Regioni hanno ripreso a camminare da sole, nell’ambito di un monitoraggio dell’epidemia. Alcune Regioni, in funzione della loro condizione epidemiologica, hanno ritenuto di riaprire le discoteche, noi avevamo detto che non eravamo d’accordo, altre regioni non le hanno aperte. Lo Stato deve intervenire quando ci sono delle emergenze”.

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