12,7 mld per la ricostruzione

L’AQUILA/UNDICI ANNI FA IL DISASTROSO SISMA. MATTARELLA: “RESTA LA PRIORITÀ”



L’AQUILA. Per la ricostruzione post sisma 2009 in Abruzzo sono stati spesi finora 12,7 miliardi, il 71% della somma stanziata, proveniente da bilancio dello Stato e Fondo europeo di solidarietà. E se degli 8,8 miliardi per la ricostruzione privata quelli impiegati sono 6,6, dei 2,9 riservati a quella pubblica le amministrazioni locali hanno ancora a disposizione 1,2 miliardi. Nell’undicesimo anniversario del terremoto che, alle 3.32 del 6 aprile 2009, devastò L’Aquila provocando la morte di 309 persone, si tracciano bilanci, pur con l’incognita delle conseguenze del coronavirus. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in un messaggio al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, sostiene che la ricostruzione “resta una priorità e un impegno inderogabile per la Repubblica” ed esprime “sentimenti di vicinanza e solidarietà a tutti gli aquilani, a quanti nei paesi e borghi limitrofi hanno condiviso sia quei momenti tragici sia gli affanni della ripartenza”, sottolineando che la ricorrenza, quest’anno, “si celebra in un contesto eccezionale, determinato da una pericolosa pandemia che siamo chiamati a fronteggiare con tutta la capacità, la responsabilità, la solidarietà di cui siamo capaci”. E se quest’anno è saltata, nel rispetto delle norme per il contenimento del coronavirus, la fiaccolata che dal 2010 attraversa il centro città per commemorare le vittime del sisma, non sono mancati i messaggi di vicinanza. “Occorre riflettere su quanto è stato fatto e resta da fare - ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico - per risollevare una comunità così duramen- te colpita. È necessario sostenere le realtà produttive nella loro rinascita - prosegue - E occorre porsi la questione della prevenzione e messa in sicurezza di tutte le aree sismiche. Una decisione fondamentale, imprescindibile per salvare vite umane e preservare ambiente e paesaggio”. Solidarietà è arrivata anche dal Presidente del Senato Elisabetta Casellati, secondo la quale “occorrerà garantire una volta per tutte risposte efficaci”. Alle famiglie delle vittime e agli aquilani si è “stretto”, tra gli altri, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ed il suo predecessore Guido Bertolaso. I numeri, quindi. Fa sapere la Struttura di missione per la ricostruzione e lo sviluppo che 8,8 miliardi sono andati alla ricostruzione privata di cui 6,6 spesi. Il problema è la ricostruzione pubblica, a partire dagli edifici scolastici. “Nei paesi del cratere - conferma Fabri- zio Curcio, ex capo della Protezione civile, oggi responsabile della struttura di missione e capo di Casa Italia - la ricostruzione pubblica è attorno al 50%, all’Aquila attorno al 30%” ed è soprattutto “un problema di procedure, vanno semplificate le norme per sbloccare le opere pubbliche non solo all’Aquila, ma in tutto il Paese”. Prima dello stop causato dal coronavirus, all’Aquila erano attivi circa 500 cantieri, fa sapere l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione che a marzo ha smistato pratiche per 20 milioni, utilizzabili alla ripresa dei cantieri. Prima dello stop proseguivano celermente i lavori per due scuole che sarebbero stati consegnati entro giugno, per essere pronti alla ripresa dell’anno scolastico. A questo si aggiunge il via ai bandi per altre 5 scuole. Nel centro storico sono fermi soprattutto immobili pubblici e una ventina di agglomerati privati.ßOra i tempi si allungheranno

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