30 mld per l’industria 4.0. Gentiloni: Italia in testa



Calenda: investimenti a ritmi cinesi. Camusso non è d’accordo

TORINO. "L'Italia si è ripresa dalla crisi più terribile dal dopoguerra. Bisogna dare continuità e stabilità al percorso di riforme av- viato, non si possono dilapidare i risultati raggiunti". Da Torino il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, rivendica con forza il ruolo svolto dal governo "per rimettere in moto il Paese". Il premier parla alle nuove Ogr, dove il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, illustra i risultati e i futuri progetti del piano Industria 4.0. Nella sala fucine delle officine dove si riparavano i treni, ristrutturate dalla Fondazione Crt, sono presenti anche il ministro dell'Economia, Carlo Padoan, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, i leader dei sindacati, esponenti dell'economia, dell'università e del mondo politico nazionale e torinese. "La manifattura italiana, seconda in Europa, ha affrontato la transizione e oggi ha le carte in regola per essere nel gruppo di testa anche grazie al piano Industria 4.0", sottolinea Gentiloni che invita a utilizzare la favorevole congiuntura economica "per ricostruire il tessuto sociale e un modello più coeso di società". Tocca a Calenda illustrare i numeri del piano Industria 4.0, a un anno dalla sua introduzione: il governo - ricorda il ministro - ha messo in campo 30 miliardi in due anni e gli investimenti delle imprese sono cresciuti dell'11%. "Una percentuale cinese, molto superiore a quella tedesca", sottolinea. Non è d'accordo Susanna Camusso, se- gretaria generale della Cgil: "Non è assolutamente un dato cinese. C'è una parziale ripresa degli investimenti privati ma siamo lontani dai livelli che sarebbero necessari. Il tema della quantità e della qualità degli investimenti nel Paese continua a essere un nodo centrale", replica. Chiede "un accordo con Confindustria per gestire eventuali effetti occupazionali" dell'innovazione il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo per il quale la strada da seguire è quella tedesca: "In quelle realtàinteressate a cambiamenti dettati dall'innovazione - osserva - occorrerà puntare a una riduzione mirata dell'orario di lavoro". Anche il ministro Padoan sottolinea i risultati raggiunti: "La crescita è tornata. Finalmente i numeri della Commissione Europea, come quelli del Fondo Monetario e dell'Ocse, si stanno avvicinando ai numeri che il governo aveva indicato qualche mese fa. Scusate la civetteria ma ci hanno accusato di essere super ottimisti. Avevamo ragione noi". Dà un giudizio positivo sulle misure del governo il presidente di Confindustria: "L'effetto combinato di jobs act e industria 4.0 - afferma Vincenzo Boccia Boccia - sta dando effetti sull'economia reale. La Francia sta pensando di introdur- re il jobs act e la riforma pensioni, noi lo abbiamo fatto e lo vogliamo smontare. È un paradosso tutto italiano"


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