60 mln per Cinecittà Futura



FRANCESCHINI-CICUTTO: NASCE UN NUOVO POLO INDUSTRIALE PER IL PIANO DI SVILUPPO

ROMA. ‘’Cinecittà è uno dei brand italiani più importanti e conosciuti al mondo. Un problema, perché non sempre si riesce a essere all’altezza. Ma il 3 luglio scorso gli Studi sono rientrati sotto il controllo pubblico, diventando una delle attività dell’Istituto Luce-Cinecittà. Una scelta di portata storica, che ha un senso politico e industriale’’. Inizia così il lungo racconto di Roberto Cicutto del Cantiere Cinecittà, partito, caso del destino, proprio quando gli storici Studios, culla del cinema italiano, compivano 80 anni. Un piano da “60 milioni di euro”, presentato ieri insieme ai tanti progetti del prossimo triennio, con il ministro di Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini e al Direttore Generale Cinema, Nicola Borrelli. L’acquisizione degli studi, infatti, ha creato “un polo di riferimento per l’intero comparto dell’audiovisivo”, riunendo tutta la filiera del cinema, dalle attività di mercato e produzione di Cinecittà a quelle di interesse culturale del Luce. Un’operazione sottolinea Franceschini, che rientra in ‘’una più ampia strategia del sistema Paese’’, a partire dal Tax Credit ‘’che ha riportato in Italia le produzioni straniere’’, il ‘’coinvolgimento, per legge, della Rai’’ e la ‘’quota di cinema italiano in tv. La ri-pubblicizzazione - dice - è un po’ in contrasto con le tendenze del nostro Paese. Ma 20 anni sono un tempo sufficiente per accorgersi se qualcosa funziona o no. Ora prevedo che in qualche anno Cinecittà tornerà ai fasti degli anni d’oro’’. E infatti, racconta Cicutto, ‘’autori, produttori, registi vogliono venire a girare in Italia e trovare in questo luogo un punto di riferimento. In questi giorni stiamo ospitando il set de Il nome della Rosa per la regia di Giacomo Battiato con John Turturro e Rupert Everett - prosegue - Sono in arrivo Netflix e Paramount. E speriamo di ospitare la seconda serie di Sorrentino che si chiamerà The new Pope’’. In numeri, l’insieme degli ‘’investimenti,acquisizione da privati compresa - racconta Borelli - è di 60 milioni di euro circa nei tre anni’’, oltre 37 milioni per il periodo 2018-2020 e un ricavo budget 2018 di 46 milioni. ‘’Ma abbiamo già calcolato - aggiunge - che quest’anno Cinecittà avrà un 60% autofinanziato dalle attività commerciali’’ come affitti, eventi, servizi alle produzioni. ‘’Le richieste sono talmente tante che abbiamo dovuto rimodulare il programma’’. Break even previsto “nel 2020, perché - precisa Cicutto - in questi due anni investiremo. E’ importante rendere questo posto competitivo e all’altezza delle richieste internazionali’’. In testa al piano di sviluppo, i 20 Teatri di posa per i quali si investiranno 7 milioni di euro in manutenzione straordinaria, dal cablaggio alle strade interne. Nei tre anni si costituiranno anche due nuovi Teatri da 3 mila metri quadri, per dimensioni maggiori persino del mitico Teatro 5 di Fellini e per cubatura a livello dei set più importanti al mondo. Si ricostruirà il Teatro 7, distrutto durante la Seconda guerra mondiale, ‘’con una piscina per le riprese subacquee’’. E nell’ambito del nuovo Cinecittà Game Hub, nascerà il primo Teatro di posa 4.0 per Motion capture, realtà virtuali e video-game. E poi i lavoratori, ex tasto dolente. ‘’Quando sono arrivato al Ministero - ricorda Franceschini - avevo tutti i giorni i sit in sotto le finestre’’. Oggi Istituto Luce Cinecittà conta circa 250 lavoratori e l’acquisizione degli Studios, dice Cicutto, ha significato innanzitutto salvaguardia del- le professionalità presenti. ‘’Il nuovo atto di indirizzo ha allargato molto le competenze - spiega - Ad esempio abbiamo assunto 14 persone per la gestione dei fondi cinema che prima era affidata a una banca. E trasformato molti contratti a termine in tempo indeterminato’’.


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