683 morti, numeri ancora alti

LA MEDIA COME APRILE. 18.236 CASI. ARBIA: STRETTA O FRA UN MESE 500 MORTI AL GIORNO



di Manuela Correra

ROMA. Il numero dei morti per Covid-19 in Italia continua a rimanere molto elevato. Sono 683 le vittime nelle ultime 24 ore (18.236 nuovi positivi) mentre la media settimanale dei decessi era ieri pari a 659: la stessa che si è registrata lo scorso 9 aprile, quando l’Italia era in pieno lockdown generale e vi sarebbe rimasta ancora per circa un mese. Resta proprio quello relativo alla mortalità il dato che preoccupa maggiormente epidemiologici e statistici in queste ore, a fronte di un andamento della curva epidemica che gli esperti definiscono sostanzialmente stabile o di ‘plateau’ sia pure con un calo molto lento dei ricoveri in terapia intensiva e nei reparti di area medica. Questa situazione di sostanziale stallo è evidenziata anche dai dati quotidiani diffusi dal ministero della Salute, che segnalano 18.236 nuovi positivi nelle ultime 24 ore (mercoledì erano 17.572) e 683 morti rispetto ai 680 sempre di mercoledì. Sono invece 185.320 i tamponi effettuati, in calo di circa 15mila rispetto ai quasi 200 mila di mercoledì, ed il tasso di positività (rapporto positivi/tamponi) è del 9,8% (in risalita rispetto all’8,8% di mercoledì). Si conferma poi il calo nei ricoveri: sono 2.855 i pazienti in terapia intensiva, in diminuzione di 71 unità rispetto al giorno prima. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono 183. Le persone ricoverate con sintomi nei reparti ordinari sono invece 26.427, in calo di 470. Le regioni con il maggior numero di positivi nelle ultime 24 ore sono Veneto (4.402), Lombardia (2.730), Emilia Romagna (1.667). “Continua dunque il calo lento dei ricoverati in terapia intensiva e nei reparti di area medica, ed il tasso di positività resta sostanzialmente invariato perchè le fluttuazioni giornaliere non sono molto indicative, anche se è marcatamente calato rispetto a 2 settimane fa. Ma a preoccupare - commenta Giuseppe Arbia, professore di Statistica economica all’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma - è il numero dei decessi”. Se si considera il trend tendenziale del numero di morti giornaliero, ovvero la media settimanale, “vediamo che oggi è pari a 659 - sottolinea Arbia -. Abbiamo cioè lo stesso numero medio di decessi che avevamo lo scorso 9 aprile. Ma allora l’Italia era in lockdown totale e vi sarebbe rimasta ancora fino al 4 maggio”. Proprio attuando il lockdown generalizzato, “siamo riusciti a registrare un solo decesso giornaliero solo nel mese di agosto e ciò è stato frutto, appunto, delle misure fortemente restrittive prese prima”. Ciò dimostra, avverte l’esperto, “come in questo momento vada necessariamente attuata un’ulteriore stretta altrimenti, complici le festività natalizie, una nuova accelerazione dell’epidemia sarà inevitabile”. In altre parole, afferma, “siamo in una situazione di plateau con la curva epidemica in lentissima discesa, sia per numero di casi ma soprattutto per numero di decessi. L’unica soluzione per invertire il trend da una curva stabile ad una discesa marcata nel numero dei morti è, dunque, adottare misure più dure”. Al momento, infatti, la curva “cala ad un ritmo troppo lento e ciò per vari fattori, non ultima la stagione fredda che non favorisce il distanziamento”. E’ insomma necessario “agire in fretta perchè, stante le condizioni attuali e calcolando l’andamento pandemico - spiega Arbia - tra un mese avremo ancora circa 500 decessi al giorno”. I morti a causa della pandemia, evidenzia inoltre l’ultimo monitoraggio della fondazione Gimbe, sono stati oltre 20.000 nell’ultimo mese e più di 31.000 sono quelli della seconda ondata dal 1 settembre. Numeri che portano l’Italia al primo posto in Europa per decessi totali da Covid-19, ovvero 65.857, e per tasso di letalità, pari al 3,5%.

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