8 marzo con il Coronavirus

FLASH MOB A DISTANZA, NON CI SARANNO CORTEI MA INDUMENTI FUCSIA ALLE FINESTRE


di Emanuela De Crescenzo



ROMA. A distanza di sicurezza per decreto ma con un filo fucsia che legherà i corpi. Ai tempi del Coronavirus tutto cambia ed anche l’8 marzo si trasforma. Domani niente cortei, né rassegne, né feste, ma un sit in nel cuore di Roma ci sarà.“I nostri corpi si disporranno a distanza - spiega la piattaforma ‘Non Una di Meno’ storica promotrice della manifestazione dell’8 marzo - ma uniti da un filo fucsia che segnala ciò che ci rende vive: la cura reciproca, le alleanze nelle differenze, la lotta quotidiana alla solitudine, alla violenza patriarcale, allo sfruttamento”. Perchè l’emergenza Coronavirus “non cancella ma conferma - dicono - l’urgenza della nostra lotta”.L’appuntamento, dal titolo ‘Lo sfruttatore sei tu!?’ è per le 12 in piazza di Spagna centrato sul lavoro delle donne, “indispensabile ma precario, non riconosciuto, gratuito o malpagato”.“Sappiamo che il costo dell’emergenza - spiegano - ricade soprattutto su donne e lavoratrici. Prendiamo molto seriamente l’invito alla responsabilità collettiva e proprio l’emergenza ha reso evidente la ‘normalità’ delle condizioni sociali ed economiche contro cui si scontrano ogni giorno le persone in Italia e le donne in particolare, alle quali è delegato per la maggior parte, il lavoro domestico e di cura”.Poichè di questi tempi “la sicurezza - aggiunge Non Una di Meno - è il legame di solidarietà che ci unisce” l’invito per l’8 marzo è quello di appendere qualcosa, un indumento o un oggetto di colore fucsia, alla finestra o al balcone. E se la fisicità è bandita si trovano nuove strade, anche per per i canali social.Artiste e filmaker hanno realizzato per ‘Non Una di Meno’ un video dal titolo “Una giornata tutta per sé”, a zero budget, che ha coinvolto oltre 30 attrici. Tra le location dell’opera, anche la Casa delle Donne Lucha y Siesta - la cui asta è prevista per il prossimo 7 aprile - che le artiste “hanno voluto attraversare e animare per manifestare il loro appoggio ad un luogo fondamentale per le donne che rischia di essere cancellato”.In occasione della Giornata Internazionale della Donna, anche l’Unicef Italia rilancia la campagna #8marzodellebambine con un nuovo video “Posso essere quello che voglio?” per ricordare al mondo che il futuro di tante bambine, ragazze e donne è in pericolo.Un 8 marzo che Unicef vuole dedicare “idealmente alle ricercatrici che in Italia hanno raggiunto importanti risultati nella ricerca su Covid-19” come ha affermato il presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo.Il video affianca le immagini di icone femminili ribelli, come Greta Thunberg, Malala Yousafzai, Frida Khalo, Anna Frank, Madre Teresa di Calcutta, Audrey Hepburn, ad immagini di bambine di tutto il mondo, che hanno davanti un futuro tutto da costruire.La domanda che il video pone è: posso- no queste bambine essere quello che vogliono in un mondo dove cambiamenti cli- matici, conflitti e migrazioni mettono a rischio la vita e lo sviluppo dei bambini e in particolare delle bambine? Dai Centri antiviolenza D.I.Re., arriva oggi la notizia di un incremento dell’11% di nuovi accessi nei centri.E ciò dimostra, ha commentato Antonella Veltri, presidente di D.i.Re, “quanto sia importante sostenere con continuità queste strutture, presidio essenziale che consente alle donne che hanno subito violenza di recuperare la propria autonomia e che resta aperto anche in questi tempi di emergenza Coronavirus perché la violenza contro le donne non si ferma”.

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