A caccia dei responsabili



IL CROLLO DEL PONTE SULLA A14 CHE HA CAUSATO DUE MORTI E TRE FERITI

ANCONA. Dovrebbero essere celebrati lunedì pomeriggio i funerali di Emidio Diomede,di60anni, e Antonella Viviani, di 54, i coniugi morti nella loro Nissan, che giovedì si è andata a schiantare contro il ponte crollato sull’autostrada A14 tra Ancona sud e Loreto. Il crollo ha causato anche il ferimento di tro operai che stavano lavorando sulla struttura. I familiari dei coniugi Diomede attendono il nulla osta della Procura di Ancona, che ha aperto un’inchiesta e ha disposto le autopsie. I periti hanno stabilito che i detriti non hanno sfondato il tettuccio della loro auto, ma la parte anteriore della vettura, che è finita sotto il troncone. Gli airbag si sono aperti, ma per la coppia non c’è stato nulla da fare. Entrambi sono stati subito soccorsi ed estratti dall’auto, e sembra che Emidio Diomede fosse ancora vivo, ma è deceduto subito dopo. E’ già definito il luogo dove parenti e amici potranno dare l’ultimo saluto alla coppia, titolare di una piccola azienda di confezioni a Spinetoli (Ascoli Piceno): la chiesa di San Paolo a Pagliare. È ancora provata dal dolore la voce di Daniele Diomede, figlio di Emidio Diomede e Antonella Viviani. ‘’Ci hanno detto che è meglio non rilasciare dichiarazioni’’ spiega. Daniele, la sorella Daniela e gli altri parenti erano a casa ieri, a Spinetoli, “perché ci hanno detto che non era necessario andare ad Ancona - spiega -. Non possiamo fare nulla”. Le salme dei Diomede ieri erano ancora nell’ospedale di Torrette di Ancona dato che il pm Irene Bilotta ha disposto le autopsie, solo dopo saranno restituite alla famiglia. “Non so - conclude Daniele - , ma questi aspetti burocratici sono l’ultima cosa per me, ora”. Sul ponte crollato c’erano al lavoro “più ditte” (oltre alla Delabech srl di Roma, subappaltatrice per conto della Pavimental, società controllata di Autostrade, il Gruppo Nori srl di Castelnuovo di Porto e altre ancora) e un numero imprecisato di operai, almeno due squadre. Si concentra anche sulla “catena di appalti”, per risalire alle responsabilità del disastro, l’inchiesta della Procura diAncona, che ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo. Comincia intanto a essere più chiara la possibile dinamica dell’incidente, con, sullo sfondo, l’errore umano. Il cavalcavia si sarebbe inclinato da un lato perpoi“scivolare”e abbattersi al suolo.La conferma viene dal dirigente del Compartimento di Polizia stradale delle Marche Alessio Cesareo, secondo cui è possibile che il troncone caduto non appoggiasse perfettamente per l’intera lunghezza, o che da una parte fosse più sollevato e dall’altra meno, anche se si tratta di scenari tutti da verificare. Sta di fatto che i sostegni provvisori non presentano danni. E infatti l’ing. Giovanni Scotto Lavina, responsabile del procedimento per Autostrade per l’Italia, che sta valutando “l’ipotesi di eventuali errori e possibili azioni a tutela”, ha ribaditoche“èandataincrisilastrutturadell’insieme dei sostegni provvisori del ponte, per motivi da accertare. La struttura di calcestruzzo che sosteneva le travi fino all’inizio delle operazioni di sollevamento del cavalcavia è integra”.

Il punto centrale dell’inchiesta è ora stabilire il tempo intercorso tra il sollevamento e il crollo, hanno detto il procuratore di Ancona Elisabetta Melotti e il pm Irene Bilotta. I detriti, ha spiegato Bilotta, “sono stati rimossi perché non servono”, nel senso che il problema non si è verificato sul troncone caduto ma ai lati, appunto, sulle pile provvisorie per l’innalzamento del cavalcavia. Secondo Autostrade, “le attività di sollevamento erano state completate alle 11:30”. Al momento

dell’incidente, alle 13:50 circa, il personale era occupato in “attività accessorie”.

Particolare confermato dagli operai sentiti dalla polizia: “Stavamo raccogliendo le attrezzature”. Ma si sta cercando di capire se, invece, il sollevamento fosse ancora in atto o il ponte non ancora del tutto stabilizzato. Da quel che si sa finora, una squadra di almeno cinque persone lavorava al sollevamento a livello del piano stradale (i dipendenti della Delabech), un’altra era sopra il cavalcavia per lavori sul manto bituminoso, circostanza, questa, che non avrebbe inciso in alcun modo sulla dinamica dell’incidente.

A parere del professor Antonio Occhiuzzi, direttore dell’Istituto per le Tecnologie della costruzione del Cnr, il sollevamento “sembra sia stato dovuto a un’operazione di routine, come ad esempio la sostituzione degli appoggi, cioè dei cuscini su cui il cavalcavia viene fatto accomodare per non farlo poggiare direttamente sui piloni o sulle spalle che lo sostengono. Si tratta di un sollevamento di 2-3 millimetri per sfilare i vecchi appoggi e mettere i nuovi. E’ un’operazione di un’ordinarietà assoluta, che in genere non richiede la chiusura al traffico. Ma deve essere successo qualcosa di imponderabile”.

Il presidente dell’Anas (non coinvolta nella vicenda)GianniVittorioArmaniharilanciatoiltema della sicurezza: quel che è accaduto sull’A14 è “sicuramente una cosa completamente diversa” rispettoalcrollodelcavalcaviainprovinciadiLecco, ha dichiarato, perché “ieri il problema è stato di sicurezza del cantiere di lavoro”. E ancora: “Dovremmo avere processi di sicurezza sul lavoro che intercettino il più possibile questi problemi”. Se ci sono analogie con Lecco, è nel fatto che in Italia “sicuramente abbiamo disinvestito molto nelle infrastrutture”.

Mi auguro - ha affermato il premier Paolo Gentiloni-chel’inchiestachiariscaleresponsabilità” ma “non caverei da un singolo episodio valutazioni sull’intero sistema autostradale italiano. Abbiamo un buon sistema stradale e autostradale, ma anche grandi problemi di manutenzione del territorio e ci stiamo lavorando con un progetto guidato da Renzo Piano che rilanceremo nei prossimi giorni”. L’autostrada è stata interamente riaperta già ieri mattina.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA