A Corleone flop del M5S



COMUNALI/IL PENTASTELLATO PASCUCCI SCONFITTO DA NICOLOSI DEL CENTRODESTRA

PALERMO. E' una sconfitta in cerca d'autore quella rimediata dal M5S a Corleone, dove il candidato a sindaco dei pentastellati, Maurizio Pascucci, è stato doppiato dall'ex dc Nicolò Nicolosi (centrodestra), che 16 anni fa era stato eletto a capo dell'amministrazione e che con questa vittoria, all'età di 76 anni, ha interrotto un "pensionamento" già avviato. Nella città che fu di Riina e Provenzano i grillini alle politiche dello scorso marzo avevano furoreggiato: il candidato all'uninominale alla Camera, Giuseppe Chiazzese - principale sponsor di Pascucci - aveva ottenuto il 56,7% (oltre 7 punti percentuali in più della media regionale fatta registrare dal M5S), battendo l'ex ministro Saverio Romano, staccato di 16 punti. In meno di nove mesi le posizioni si sono invertite: il vincitore ha raggiunto il 55,85%, il principale avversario il 28,49%. Si è fermato al 15,66% il candidato del centrosinistra Salvatore Saporito. E ora a Luigi Di Maio, che due giorni prima delle elezioni ha rinnegato il candidato grillino e la lista che lo sosteneva, viene riconosciuto il merito o la responsabilità (a seconda dei punti di vista) di quanto accaduto. Il vicepresidente del Consiglio, infatti, venerdì scorso aveva "scomunicato" il candidato cinquestelle che si era fatto fotografare con in marito di una nipote di Bernardo Provenzano, dicendosi disposto a dialogare con i familiari dei mafiosi a condizione che prendessero le distanze dai loro parenti. Alla scomunica era subito seguito il deferimento del candidato sindaco al consiglio dei probiviri. Pascucci - che avevadeciso di andare avanti comunque - non si fa illusioni e ritiene una pura formalità il pronunciamento dei probiviri: "Sarò espulso dal Movimento, ma il mio impegno a Corleone nel versante dell'opposizione continua e mi sento ancora in sintonia con il M5S". E di Nicolosi dice: "Evidentemente è stato più bravo di me. Ri- spetto la scelta di chi l'ha votato, anche se non la condivido". Il neo eletto guarda oltre il proprio risultato e parla di "un messaggio a livello regionale e nazionale. Si afferma la tesi che la buona politica ottiene il successo sulla protesta". E su Pascucci sembra dare ragione a Di Maio: "Il suo messaggio - dice - si prestava ad equivoci. Lanciarlo tre giorni prima, come ha fatto, appariva un tentativo d'attrarre voti impropri". Il Comune era stato sciolto per mafia nell'agosto 2016 e affidato da tre commissarie inviate dalla Regione. Alle urne si sono recati 6.611 elettori (61,13%) dei 10.814 aventi diritto.


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