A.Mittal/Atteso il ricorso sull’Altoforno 2

Il giudice Maccagnano ordina lo spegnimento. Conte: lavoriamo alla controproposta

di Giacomo Rizzo



TARANTO. Oggi, a quattro anni e mezzo dall'incidente sul lavoro che costò la vita all'ope- raio Alessandro Morricella, si ferma l'Altoforno 2 dello stabilimento siderurgico Arcelor-Mittal di Taranto. Dopo aver respinto tre giorni fa la richiesta di proroga della facoltà d'uso presentata dai commissari dell'Ilva, giovedì sera il giudice Francesco Maccagnano ha firmato l'ordine di esecuzione di spegnimento, chiedendo al custode giudiziario dell'area a caldo Barbara Valenzano di implementare "ogni più utile modalità di custodia tale da assicurare che a partire dal 14 dicembre 2019 l'Altoforno 2 non sia utilizzato". I legali dei commissari straordinari stanno preparando un nuovo ricorso al Tribunale del riesame che dovrebbe essere depositato entro venerdì della prossima settimana. Questo ricorso potrebbe essere discusso il 30 dicembre, prima udienza utile, ma non è detto che sia quella fissata per il caso Afo2, o il 7 gennaio, secondo date già calendarizzate dal Tribunale di Taranto. I tempi si dilatano e non si esclude nemmeno un ulteriore decreto del governo per consentire l'uso di un impianto ritenuto fondamentale per l'attività produttiva. Intanto le procedure di spegnimento saranno avviate; o, meglio, riavviate, considerando le operazioni preliminari eseguite a settembre e poi interrotte grazie alla concessione di tre mesi di proroga per ottemperare alle prescrizioni (tra cui l'automazione del campo di colata) da parte di un'altra sezione del Tribunale del riesame. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, a proposito della trattativa tra la multinazionale e il governo, ieri ha precisato che "ci sono delle riunioni e delle interlocuzioni in corso sia presso il Ministero dello Sviluppo economico che presso Palazzo Chigi" e che "la chiusura dell'altoforno 2 complica ovviamente le cose ma il sito e l'attività produttiva sono strategici". Da Bruxelles, dove ha partecipato all'Eurosummit, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha confermato che il governo sta "elaborando un contro piano industriale" e che si stanno limando "i dettagli della proposta. Il numero degli esuberi - ha aggiunto - è distantissimo da quello preannunciato" da Arcelor Mittal. Dichiarazioni definite "allarmanti" dal leader della Uilm Rocco Palombella perché "siamo passati dall'impegno del premier che confermava l'attuale piano industriale con zero esuberi, firmato un anno fa e che ha avuto il 93% del consenso dei lavoratori, a un nuovo progetto, di cui non conosciamo i contenuti se non generici, che non esclude esuberi ma solamente in un numero minore rispetto a quanto prospettato dall'azienda. Non firmeremo mai accordi che prevedono esuberi". Nel frattempo si potrebbe arrivare a un rinvio dell'udienza, fissata per il 20 dicembre, nella causa in corso a Milano tra i commissari dell'ex Ilva e ArcelorMittal che ha chiesto di sciogliere il contratto di affitto e acquisizione degli stabilimenti. Tutto dipenderà, da quanto si è appreso, da come proseguirà in queste ore il negoziato tra Governo e azienda. Lunedì è il termine ultimo per Mittal per depositare una memoria per contrastare il ricorso cautelare d'urgenza dell'ex Ilva. Se lo farà vorrà dire che le trattative sono naufragate. Altrimenti si arriverà ad una richiesta congiunta al giudice Claudio Marangoni di aggiornare l'udienza ad altra data, probabilmente a gennaio.

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