A novembre si chiudono le porte


GIUBILEO/NEL 2017 IN SPAGNA. ANNO SANTO PER CANTABRIA E MURCIA


ROMA. Il Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco sta per chiudere le tante porte sante aperte. L’ultimo atto di questo Anno Santo unico, celebrato per la prima volta nella storia nelle diocesi di ogni angolo del mondo, è in calendario per il 20 novembre. Ma nel 2017 due santuari sono pronti a “riaprire” la porta santa per il loro Giubileo; non legato ad una convocazione del pontefice ma perché sono luoghi giubilari perenni. Sono entrambi in Spagna ma ad oltre 800 chilometri di distanza: Santo Toribio in Cantabria e Caravaca de la Cruz nella provincia di Murcia. Accomunati però dalla devozione per la Croce di Cristo di cui detengono, entrambi, una reliquia. E la speranza che Papa Francesco possa visitare questi due luoghi di fede spagnoli, un po’ penalizzati dal ben più famoso ‘Camino de Santiago de Compostela’ che ogni anno porta milioni di pellegrini alla città di San Giacomo, è viva in questi mesi di preparazione. “Se fosse per noi Papa Francesco ci dice il vescovo di Cartagena, José Manuel Lorca Planes - già sarebbe qui a Caravaca. D’altronde noi siamo una delle ‘periferie’ care al Papa e speriamo che possa prendere in considerazione una visita. Saremmo felicissimi anche se sappiamo quanto la sua agenda sia piena di impegni”. La cautela è d’obbligo: è ancora viva in Spagna, infatti, la delusione per il mancato arrivo di Francesco per il cinquecentenario di Santa Teresa d’Avila. Santo Toribio e Caravaca celebreranno dunque contemporaneamente il loro Giubileo nel 2017 ma solo per una coincidenza. Per il primo, che si trova al Nord, nella ‘Svizzera’ spagnola, l’Anno santo si celebra ogni volta che il 16 aprile, la festa del monaco spagnolo, Toribio, che portò il pezzo della croce dalla Terra Santa nella fortezza naturale dei Picos d’Europa, cade di domenica. Per il santuario del Sud invece si celebra ogni sette anni e quello del 2017 sarà il terzo Giubileo. Per la chiesa tra le montagne nell’area della Cantabria chiamata Liebana la storia è lunga cinque secoli (fu concesso da Papa Giulio II nel 1512); per Caravaca una esperienza invece molto più recente, cominciata grazie a Giovanni Paolo II del quale il paesino conserva pure una reliquia (un frammento dell’abito insanguinato a seguito dell’attentato). “Come è accaduto? Semplicemente fu chiesto e Papa Wojtyla concesse più di quanto avremmo potuto sperare”, risponde il Rettore della Basilica minore di Caravaca, don Emilio Sanchez Espin. Un privilegio, dunque, quello di poter avere una chiesa giubilare, con tanto di indulgenze per i pellegrini, che avevano solo Gerusalemme, Roma e Santiago. Prima del Giubileo 2016 di Papa Francesco, il primo della storia diffuso ovunque. Nel 2017 anche i pellegrini italiani potranno conoscere questi due cammini di fede. “L’Opera Romana Pellegrinaggi da molti anni organizza viaggi in Spagna, soprattutto a Santiago e nei luoghi di Santa Teresa. Il prossimo anno offriremo anche queste due mete giubilari con due percorsi differenti”, spiega il vicepresidente e amministratore delegato della maggiore organizzazione del turismo religioso, monsignor Liberio Andreatta. I due santuari sono legati a doppio filo anche con la storia del Paese che subì per secoli la dominazione dei musulmani. Se la sperduta chiesa del Nord fu scelta perché si trovava tra le inaccessibili montagne dei Picos, per quella del Sud c’è una leggenda con tanto di conversione di un re musulmano.


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