A Obama non piace la deriva “liberal”


L’EX PRESIDENTE SCUOTE I DEM: “PROPOSTE CORAGGIOSE, MA ATTENZIONE AI COSTIA”

WASHINGTON. Nell’ora dello sconforto per i democratici americani tocca a Barack Obama scuotere gli animi e cercare di riportare il dibattito politico sul terreno dei contenuti. E’ su questi che andrà battuto Donald Trump in vista delle elezioni presidenziali del novembre 2020. E il suo messaggio è chiaro: “Servono idee coraggiose, ma non si può non tenere conto dei costi delle proposte che si fanno”. In poche parole, no a una deriva liberal nel corso della campagna elettorale.

L’ex presidente degli Stati Uniti, con un partito sotto shock per le conclusioni del rapporto Mueller, rompe così un lungo silenzio e traccia la strada per lui da seguire nei prossimi mesi, irrompendo nel dibattito che vede contrapposte le due anime del suo partito, quella più moderata e quella più radicale uscita rafforzata dopo il successo delle elezioni di metà mandato. Il suo discorso - a porte chiuse e riportato dal Washington

Post - è per le giovani leve entrate in Congresso, quella pattuglia guidata soprattutto da donne di spiccata personalità comeAlexandra Ocasio- Cortez o Ilhan Omar, fautrici di una maggiore spinta progressista e che guardano a candidati come i senatori Bernie Sanders o Elizabeth Warren.

Ma in realtà le parole di Obama sono rivolte proprio a chi correrà per le primarie, e ai vertici del partito che dovranno mettere a punto una strategia efficace trovando il giusto compromesso, e senza ripetere gli errori di sottovalutazione fati nel 2016

e che portarono alla disfatta di Hillary Clinton.CosìObamamostrainteresse per le proposte simbolo dell’ala liberal del partito, come il piano ‘Madicare for All’, per garantire l’assistenza sanitaria a tutti gli anziani, o il ‘Green New Deal’, per finanziare le energie rinnovabile tassando i ricchi.

Ma attenzione a non scivolare nel velleitarismo e nella demagogia, avverte l’ex presidente: “Bisogna essere onesti e indicare quanto costano le cose che si propongono, quanto dovremo pagare per realizzarle”. Solo così si può combattere il populismo.

Parole che confermano come Obama guardi più ai candidati moderati: difficile che non appoggi l’amico Joe Biden se questi scioglierà le riserve, ma le posizioni di Kamala Harris e di Beto O’Rourke sembrano quelle più vicine all’ex presidente.

Intanto Donald Trump - racconta chi gli sta vicino in queste ore - medita la vendetta contro tutti coloro che a

suo modo di vedere lo hanno perseguitato nei 22 mesi dell’inchiesta del procuratore speciale Robert Mueller, da lui definita “caccia alle streghe”.

“Non credo che i democratici cercheranno l’impeachment”, ha detto. Ma molti osservatori sono concordi nel ritenere che il presidente in campagna elettorale userà il rapporto Mueller come un’arma contro gli avversari politici e contro i medianemici.

LaCameraamaggioranzademha frattanto chiesto al Dipartimento di Giustizia di consegnare al Congresso le carte delle indagini condotte dall’Fbi, quelle per verificare se Donald Trump si sia macchiato del reato di ostruzione della giustizia. E in una lettera inviata al ministro della giustizia William Barr i presidenti democratici di sei commissioni parlamentari chiedono anche di presentare una copia del rapporto Mueller entro il prossimo 2 aprile.

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