A sorpresa Black Panther

SAG AWARDS/VINCONO RAMI MALEK E GLENN CLOSE. PREMIO ALLA CARRIERA AD ALAN ALDA


di Andrea Carugati



LOS ANGELES. Nella corsa agli Oscar i Sag, il premio dei sindacati degli attori, sono sempre un indicatore importante per comprendere le preferenze di una buona parte dei membri dell’Academy e ieri notte a Los Angeles gli attori hanno parlato chia- ramente, regalando alcune sorprese e so- prattutto dimostrando un grande affetto per Black Panther, cui è andato il premio al miglior cast, l’equivalente del miglior film per il sindacato degli attori che premia solo le prove di recitazione.

Black Panther non è dato per favorito agli Oscar ma potrebbe davvero regalare un colpo di scena senza precedenti. E’ la prima volta in assoluto che un film ispira- to a un fumetto ottiene questo genere di riconoscimenti, tra cui appunto la vittoria del Sag. Il protagonista del film, Chadwick Boseman, escluso dalla cinquina dei mi- gliori attori agli Oscar, mentre ritirava il pre- mio, ha ammesso di non avere preparato nessun discorso perché mai si sarebbe aspettato di vincere, anche se “Sapevamo tutti di avere per le mani qualcosa di dav- vero speciale. Qualcosa di unico che avrebbe lasciato un segno. Credo che il segreto del successo di Black Panther ri- sieda nel fatto che abbiamo descritto e

immaginato il mondo in cui ci piacerebbe vivere”.

La vittoria di Black Panther ai Sag però non significa che vincerà anche agli Oscar. Le statistiche dicono che in 23 anni solo undici volte le scelte degli attori e della più etereogena Academy sono coincise. Hid- den Figures e Tre Manifesti hanno vinto le due ultime edizioni dei Sag, mentre gli Oscar sono andati a La forma dell’Acqua e Moonlight. Una vittoria carica di signifi- cati, ma che difficilmente si ripeterà il 24 febbraio, quando verranno consegnati i premi più importanti.

Domenica notte Glenn Close ha vinto come migliore attrice per la sua performan- ce in The Wife mentre Rami Malek, ha vin- to come migliore attore per la sua interpre- tazione di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody. La Close, già nominata sette volte agli Oscar, ha sottolineato l’impor- tanza, non solo per gli attori, di accettare e includere: “Una delle cose più potenti che abbiamo come esseri umani è la capacità di guardarci negli occhi. E dobbiamo rico- minciare a farlo”.

La Close con questa vittoria balza in testa ai favoriti per la vittoria degli Oscar: negli ultimi sei anni, infatti, le scelte degli attori e quelle dell’Academy nella catego- ria miglior attrice protagonista sono state

identiche. Lo scorso anno entrambi i pre- mi furono vinti da Frances McDormand, protagonista femminile di Tre Manifesti. Anche per Malek, già vincitore del Gol- den Globe la corsa agli Oscar sembra in discesa, visto che le statistiche sono an- cora più favorevoli che per le colleghe. Ben tredici volte negli ultimi quattordici anni le scelte dei due corpi elettorali hanno coin- ciso. Oggi Malek è di fatto il superfavori- to, come lo era lo scorso anno Gary Old- man che interpretava Wiston Churchill ne L’Ora più buia.

La statua come migliore attore non pro- tagonista l’ha vinta invece Mahershala Ali con la sua interpretazione del pianista Don Shirley in The Green Book, mentre l’equi- valente femminile è andato a Emily Blunt già sotto i riflettori per la sua rivisitazione di Mary Poppins, che ha vinto però per la sua performance in A Quiet Place. Per quan- to riguarda i premi alle serie televisive, i migliori attori drammatici sono risultati Ja- son Bateman per Ozark e Sandra per Kil- ling Eve, mentre La Fantastica Mrs. Mai- sel si è portata a casa ben tre premi, miglior cast, migliore attrice e attore brillanti Ra- chel Bresnahan e Tony Shalhoub.

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