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“A Udine inizia il sogno”



SERIE A/GIAMPAOLO EMOZIONATO PER IL DEBUTTO SULLA PANCHINA DEL MILAN

CARNAGO (Varese). Le gocce di sudore - asciugate con un fazzoletto di fortuna - si condensano sulla fronte e tradiscono la viva emozione di Marco Giampaolo in una vigilia speciale. Per lui il debutto sulla panchina del Milan, prima avventura in una big dopo anni di gavetta, rappresenta ''un sogno'' da trasmettere e condividere con il gruppo, l'opportunità della vita ''di correre per la Champions'', ambizione imposta dalla ''storia e dal blasone'' del club. Non si sente ''in ritardo'' dopo un'estate dai grandi cambiamenti e oggi a Udine vuole vedere un Milan ''già competitivo'': ''Scenderanno in campo undici calciatori veri ma giocherà chi sta meglio e ha mag- giori conoscenze, chi mi può dare più garanzie. Non posso tradire i principi di lavoro, abbiamo solo bisogno di tempo, i calciatori mi seguono, sono fidelizzati e attenti. Non posso proprio lamentarmi, non possiamo fare altro che migliorare''.


Il mercato, imballato dalla mancata uscita di Silva (''è condizionato dalle voci ma si allena bene, lo utilizzerò se ne avrò bisogno), può dunque aspettare: nella logica dell'assoluto privilegio dei doveri verso il gruppo, nessuno dei nuovi acquisti - alcuni dei quali arrivati ad ago- sto inoltrato - giocherà titolare (''potrò ritagliare a Bennacer uno spezzone, Leao e Duarte si impegnano molto ma hanno fatto pochi allenamenti'') e Calhanoglu verrà sperimentato come play- maker al posto dell'infortunato Biglia; Correa invece resta in cima ai pensieri della dirigenza, nonostante la finta dialettica di Giampaolo (''non lo conosco,

ci pensano i dirigenti, io brucerei energie nervose'').

Se i classici meccanismi del suo gioco non sono ancora oliati, come dimostrato dalle scialbe amichevoli disputa- te contro Feronikeli e Cesena, il tecnico dovrà puntare sulla qualità dei singoli per mettere da subito punti nel fienile e non finire nell'occhio del ciclone (''noi allenatori dipendiamo sempre dai risultati, due sconfitte e cambiano gli umori''): coccola Piatek (''il suo digiuno non mi preoccupa, ha il gol nel sangue e sarà il rigorista'') ed esalta Suso (''per lui avrei cambiato modulo, avevo dubbi su di lui da trequartista ma ha fatto cose egregie''), considerandolo punto cardine ed inamovibile (''sono contento che resti ma tutto può ancora succedere'') e auspicando che gli ultimi giorni di trattative non glielo portino via.

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