A Villar Perosa l’amichevole di rito

OGGI JUVENTUS A-JUVENTUS B DAVANTI AD ANDREA AGNELLI E JOHN ELKANN

TORINO. E’ il paese in cui nacque il capostipite degli Agnelli, il senatore Giovanni, e che ospita la settecentesca villa di famiglia e il cimitero in cui riposano tutti i discendenti.

E’ alla dinastia degli imprenditori dell’auto che Villar Perosa deve la sua fama. Poco più di 4 mila abitanti tra le montagne della Val Chisone che è anche sinonimo di Juventus da sessant’anni a questa parte. Da quando, nel 1959, ospita Juventus A-Juventus B, una amichevole diventata il rito delle estati bianconeri.

La tradizione si rinnova oggi, mercoledì 14 agosto. Chiusa per lavori Villa Agnelli, ad accogliere la squadra sul campo sportivo, che per i possessori dei biglietti - già esauriti - aprirà i cancelli alle 13.30, sarà il presidente Andrea Agnelli, figlio di Umberto, presidente di quella Juve che per la prima volta nel 1959 giocò sullo stesso campo. Con il numero uno del club anche il cugino John Elkann, presidente di Fca e di Exor, la cassaforte di famiglia che detiene anche la proprietà della Juventus. Il fischio d’inizio, alle 17, sarà una grande emozione per chi questo rito non l’ha mai vissuto, come mister Sarri, e per chi è un veterano, come capitan Chiellini, o ci ritorna dopo un anno di ‘pausa’, come Buffon.


Per il portiere Villar Perosa è un luogo che ormai fa parte della sua vita: “È passato poco più di un mese dal ‘ritorno a casa’ alla mia Juventus. Un mese per conoscere i nuovi compagni e riabbracciare gli amici di mille battaglie (e moltissime vittorie!) sul campo. Ma anche per ritrovare subito il feeling con i tifosi bianconeri”. Gianluigi Buffon fa un primo bilancio della sua seconda vita in bianconero.


“L’accoglienza ricevuta sabato al mio ingresso in campo alla Friends Arena di Stoccolma è stata davvero emozionante e per questo voglio ringraziare tutti - scrive il portiere attraverso la sua nuova app -. Ma altre grandi emozioni mi e ci aspettano da qui a fine agosto. Mercoledì c’è Villar Perosa, un luogo che ormai fa parte della mia vita, in cui ogni estate torno con grande piacere. Quest’anno con un sapore particolare, per sentirmi ancora di più in famiglia. La mia famiglia!”

“Poi si inizierà a fare sul serio. Finalmente. A giocare per i 3 punti - aggiunge Buffon -. Il calendario ha voluto metterci immediatamente di fronte a 2 partite speciali. Sabato il ritorno a Parma, in quel Tardini da dove la mia carriera è iniziata 24 anni fa. Poi l’abbraccio dello Juventus Stadium, lo stadio in cui insieme abbiamo costruito un numero incredibile di vittorie. Affrontando il Napoli di Carlo Ancelotti, una delle rivali con cui saremo chiamati a duellare per tutta questa esaltante stagione appena iniziata. Una stagione da vivere intensamente fino alla fine”.

Di “famiglia” parla anche Danilo Luiz da Silva, per tutti soltanto Danilo, che alla Juve è l’ultimo degli arrivati. A parlargli in questi termini del suo nuovo club è stato niente meno che Cristiano Ronaldo, sua vecchia conoscenza: “Mi ha parlato bene del club, lo ha paragonato alla famiglia ed è una cosa che mi ha attirato molto perché mi identifico in questo stile”, spiega presentandosi ai giornalisti nella sala stampa dell’Allianz Stadium.

I consigli del portoghese hanno aiutato l’ex Manchester City a scegliere Torino quanto le parole di Alex Sandro: “Siamo amici da 10 anni, durante la trattativa ho parlato molto con lui, per me è importante averlo qui”.

Con Danilo il gruppo dei brasiliani in bianconero diventa ancora più numeroso. “Con Douglas e gli altri spero di rendere la Juve più brasiliana”, dice il sostituto di Cancelo, già in passato accostato alla Juve. “Sono convinto che le cose accadano nel momento giusto”, sostiene, spiegando di avere preso il numero 13 perché nella numerologia significa “rinnovamento”. “A Ronaldo ho detto che volevo il numero 7 ma era già occupato”, scherza il giocatore, la moglie e i loro bellissimi figli ad ascoltarlo in prima fila.

“La Champions? Non ne abbiamo parlato - conclude Danilo, che in carriera ne ha già vinte due -. Per i giocatori è un brivido speciale, ma noi dobbiamo affrontare ogni partita e ogni competizione con la stessa serietà. Bisogna essere sempre concentrati e questo ci porterà in alto”.

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