Abbattuto un jet russo



SIRIA/IL PILOTA RIESCE A PARACADUTARSI, MA I RIBELLI LO UCCIDONO

ROMA. Destino sfortunato per un pilota di caccia russo in Siria, abbattuto in azione sui cieli della travagliata provincia nord-occidentale di Idlib il quale, pur riuscendo a mettersi in salvo eiettando il sedile e poi atterrando con il paracadute, è stato ucciso quando era già a terra dai ribelli di Al Qaeda. Ora Mosca, si è appreso dal ministero della Difesa, intende recuperare il cadavere. La notizia, inizialmente trapelata attraverso l’ong Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), è stata poi confermata anche dal ministero della Difesa di Mosca, che tuttavia non si è pronunciato su quale fine abbia incontrato il pilota. Il suo caccia Sukhoi Su-25, a quanto si è appreso, è stato colpito da un razzo sparato da un lanciarazzi portatile dai ribellidell’alleanzajihadistaHayatTahrir al-Sham, collegata ad Al Qaeda, nella quale si è fusa anche Al Nusra, dalla cui costola, quattro anni fa, era nato l’Isis, che poi prese una strada diversa. Una volta toccata terra con il paracadute, il pilota, probabilmente circondato dai ribelli, avrebbe provato a difendersi con le armi, prima di venire sopraffatto e ucciso. Le milizie qaediste controllano ancora buona parte del territorio della provincia di Idlib, dove non a caso il regime di Damasco, i russi e i loro alleati sciiti annunciarono il mese scorso di voler concentrare la campagna militare, una volta sconfitto l’Isis. Mosca, per recuperare il corpo del suo pilota, cercherà di coordinarsi con i turchi, i quali sono al momento impegnati nella campagna militare contro le milizie curde dell’Ypg, che Ankara considera una estensione siriana del Pkk che combatte in territorio turco, nell’enclave curda diAfrin. Dove i turchi incontrano da giorni una strenua resistenza, e dove ieri hanno perso ben otto soldati nel combattimento per loro più sanguinoso da quando, il 20 gennaio scorso, prese il via, fra le critiche di gran parte del mondo occidentale, l’operazione “Ramoscello d’ulivo”. I militari turchi, in un comunicato ufficiale, hanno parlato di un attacco congiunto di “miliziani curdi e dello Stato islamico” e affermato di non aver potuto raggiungere la zona dell’imboscata per contrattaccare e salvare i soldati. Alcuni giorni fa i turchi hanno fornito la cifra di 823 “terroristi neutralizzati”fracurdiejihadisti,incirca due settimane di offensiva in territorio siriano.Congliottomortidiieri,ilbilancio dei militari turchi che hanno perso la vitanell’operazioneRamoscellod’ulivo sale così a 13.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA