Abbraccio al ‘piccolo gregge’

VATICANO/DOMANI PARTE LA TRE GIORNI DI VISITA IN BULGARIA E MACEDONIA DEL NORD



CITTÀ DEL VATICANO. Nel suo itinerario lungo le "periferie d'Europa", Papa Francesco torna nuovamente nella tormentata regione balcanica, già toccata nel 2014 con l'Albania, a Tirana, e nel 2015 con la Bosnia ed Erzegovina, a Sarajevo. Da domani 5 a martedì 7 maggio, nel quarto viaggio dell'anno e 29/o del pontificato, il Papa sarà in Bulgaria e in Macedonia del Nord, in una visita che tra significati ecumenici e interreligiosi, tra preghiere per la pace e cerimonie - anche la prima comunione a 242 bambini bulgari a Rakovsky - col "piccolo gregge" cattolico locale, tra segni di vicinanza ai profughi e ai più emarginati, avrà su di sé due 'numi tutelari': Giovanni XXIII, che in Bulgaria per 10 anni fu prima visitatore e poi delegato apostolico, là ricordato ancora oggi come "il Papa bulgaro", e la santa dei poveri Madre Teresa di Calcutta, che nella capitale macedone Skopje ebbe i natali. "Venire in Bulgaria sarà per me e per i miei collaboratori un pellegrinaggio nel segno della fede, dell'unità e della pace", dice Francesco nel videomessaggio al popolo bulgaro, che visita 17 anni dopo il viaggio di papa Wojtyla del 2002: "Sulle sue orme avrò la gioia di incontrare Sua Santità il Patriarca e il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Bulgara. Insieme, manifesteremo la volontà di seguire il Signore Gesù nel cammino della comunione fraterna tra tutti i cristiani". Il ricordo va poi proprio a Papa Roncalli: "il mio pellegrinaggio sarà tutto nella memoria del Santo Papa Giovanni XXIII, che nei quasi dieci anni trascorsi a Sofia come Delegato Apostolico ha creato col vostro popolo un legame di stima e di affetto che dura tutt'ora". "Egli è stato uomo di fede, di comunione e di pace - aggiunge Bergoglio -. Per questo ho scelto come motto del Viaggio il titolo della sua storica Enciclica 'Pacem in terris - Mir na zemyata'". In Macedonia del Nord, repubblica ex-jugoslava che solo di recente ha risolto i conflitti anche di denominazione con la Grecia, Francesco è il primo Papa in visita, e tra i momenti più significativi avrà la sosta al Memoriale di Madre Teresa, costruito sui resti della Chiesa del Sacro Cuore dove la santa fu battezzata, alla presenza dei leader religiosi e incontrando quindi i poveri assistiti dalle suore Missionarie della Carità. In entrambi i Paesi,

i cattolici sono una piccola minoranza, in Bulgaria l'1 per cento, in Macedonia ancora meno. La visita del Papa è, però, molto attesa, con a Skopje già l'immagine di Francesco sulle fiancate degli autobus per tutta la città. A Sofia, dove la Chiesa ortodossa bulgara non ha voluto preghiere e riti in comune col Papa, significativa sarà domani la preghiera in silenzio del Pontefice, accompagnato solo dal metropolita Antonio, nella cattedrale patriarcale davanti al trono dei santi Cirillo e Metodio, evangelizzatori dell'Europa dell'Est. Nell'incontro di preghiera per la pace presieduto dopodomani dal Papa con gli esponenti delle varie fedi, invece, gli ortodossi saranno rappresentati da un coro di bambini. Altro momento cruciale sarà infine, la mattina di dopodomani vicino a Sofia, la visita in privato a un campo profughi, quello di Vrazhdebna, una ex scuola che accoglie rifugiati dalla Siria e dall'Iraq. Il Papa vi incontrerà circa 50 tra bambini e genitori, si soffermerà con loro, riceverà disegni dai bambini. Un momento il più possibile 'privato', ma che lancerà un forte messaggio all'Europa, dell'Est in un momento di crescenti restrizioni e chiusure.

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