Abi/Si amplia il calo di prestiti alle imprese

Giù le sofferenze, bene il mercato dei mutui. Positiva dopo 7 anni la raccolta di bond



di Andrea D'Ortenzio

ROMA. La stagnazione economica italiana e la scarsità degli investimenti delle imprese, con- tinua a pesare sull'attività delle banche che pure continuano a fare pulizia dei bilanci e si ap- poggiano al mercato dei mutui alle famiglie ed arrestano l'emorragia delle obbligazioni. Nel rapporto mensile dell'Associazione banche italiane (Abi) si legge l'effetto del rallentamento dell'economia che, nel terzo trimestre, si è fermato a +0,1 per cento, la stessa percentuale che probabilmente realizzerà nell'intero anno. E così il calo dei prestiti alle imprese si è ampliato a -1 per cento "a seguito della riduzione della domanda di finanzia- menti e nonostante tassi di interesse che permangono su livelli storicamente infimi" spiega l'associazione bancaria. Il cavallo insomma, "continua a non bere" anche se va considerato l'effetto dello stralcio delle sofferenze. Gli istituti dicredito,diconverso,registrano la "conferma della crescita dei mutui (+2,3% su base annua)". La pulizia di bilancio comunque prosegue e, per la pi ma volta, le sofferenze nette sono scese sotto la soglia dei 30 miliardi di euro grazie alle cessioni di crediti deteriorati che peraltro dovranno proseguire da qui a fine anno. I dati rilevano che sono ammontate a 29,3 miliardi di euro contro i 32,3 di agosto e in calo rispetto ai 40,2 miliardi di settembre 2018. Rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi), la riduzione è di oltre 59 miliardi (pari a -67,1%). Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è attestato all'1,69% a settembre 2019 (era 2,34% a settembre 2018). Infine un fatto da notare: il calo della raccolta delle obbligazioni, che durava da 7 anni e si era aggravato con la crisi, è finito e si è avuto un lieve incremento (+0,6%). I bond hanno toccato da qualche mese, in valore assoluto, il 'pavimento' attorno ai 240 mld che appare correlato a equilibri generali del comparto. Sempre positivi invece i depositi con +6,1%.

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