Abusi sotto Westminster


IL SUN ACCUSA: MOLESTIE CONTRO LE DONNE. MAY PREOCCUPATA: “CHI SA, PARLI”


LONDRA. Si allunga anche sui severi am- bienti di Westminster l'ombra delle molestie sessuali. A denunciarlo - sullo sfondo del caso di Harvey Weinstein, il re dei produttori americani travolto da accuse di abusi e stupri - è ieri il tabloid Sun: che non fa nomi, citando però denunce spuntate da una chat frequentata da assistenti, segretarie e altre dipendenti dello staff femminile del parlamento britannico, con segnalazioni di individui - funzionari, deputati o giornalisti, chissà - da cui si suggerisce di stare alla larga.

Gente che come minimo - fra un cerimonioso "my honorable friend" e l'altro - sembra non saper tenere le mani a posto. La vicenda va ancora scavata in profondità. Ma, fra voci insistenti e mezze con- ferme, suscita già scandalo. Tanto da indurre sia la premier conservatrice, Theresa May, sia il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, per una rara volta in piena sintonia, a mostrarsi pubblicamente allarmati. Fino a evocare indagini e a sollecitare chiunque sappia a parlare. Stando al Sun, gli abusi potrebbero riguardare persino ministri.

E c'è da scommettere che qualche nome possa venire a galla presto. Il tabloid scrive del resto di essere venuto a conoscenza d'indicazioni circostanziate, o quanto meno condivise, saltate fuori all'interno di un gruppo di dipendenti - donne soprattutto giovani, in contatto fra loro attraverso WhatsApp. Tutte testimoni, dirette o indirette a quanto pare, di comportamenti inappropriati segnalati fra gli ovattati corridoi del tempio della politica del Regno Unito. Comportamenti sfociati anche in possibili abusi veri e propri.

Theresa May, tramite una portavoce, non ha perso tempo a farsi sentire, per dirsi "molto preoccupata" e invitare chiunque - vittima o testimone - a informare la polizia. Un indizio evidente della gravità dei sospetti. "Sono d'accordo con il primo ministro", ha fatto eco poco dopo Corbyn durante un intervento radiofonico in coppia con il sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, invocando la necessità di "sostenere e proteggere le donne", rese "vulnerabili sul lavoro da rapporti di potere spes- so ineguali".

Rapporti che possono consumarsi sul sofà di un pezzo grosso di Hollywood ben ammanicato, come nelle vicinanze dei banchi di un parlamento o altrove. E che del resto non sarebbero certo una novità assoluta nello stesso palazzo di Westminster.

Se è vero che soltanto nell'ultima legislatura sono finiti nelle bufera di scandali sessuali personaggi quali l'ex ministro Tory della Cultura, John Wittingdale, un lord suo compagno di partito o, ancora, il deputato anti-Corbyn del Labour Simon Danczuk: costretto a dimettersi nel 2015 per un sms osceno - intercettato ancora una volta dal Sun - rivolto a una ragazza di appena 17 anni. Senza contare la recentissima sospen- sione dal partito di un altro laburista, Jared O'Mara, a causa di messaggi di tenore misogino e omofobo venuti alla luce dopo una quindicina d'anni.

Fatti a cui si aggiungono i racconti di abusi e molestie subite fuori dal Parlamento da alcune deputate del Regno. E l'annuncio di pochi giorni fa di John Mann, battitore libero del gruppo del Labour ai Comuni, di voler svergognare un compagno 'onorevole' nei panni di "pestifero" molestatore sessuale.


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