Abusi su soldatesse, sospeso

SESSISMO E RAZZISMO NELLA BRIGATA TAURINENSE: MARESCIALLO E 3 MILITARI INDAGATI



TORINO. Molestie sessuali, insulti razzisti, tentativi di coprire, minimizzare o mettere a tacere una faccenda scomoda. Sono le ombre che si allungano sulla Brigata alpina Taurinense, una delle unità di punta delle forze armate italiane, impiegata fra l'altro nelle più importanti missioni all'estero degli ultimi decenni. Ad alzare il velo è stata la procura di Torino: un avviso di chiusura indagini - atto che annuncia l'intenzione dei pm di chiedere il rinvio a giudizio - è stato notificato a un maresciallo capo plotone di 35 anni, a un capitano di 44 anni e a un tenente colonnello di 47 anni. Il sottufficiale è indagato di violenza sessuale ai danni di tre soldatesse, che avrebbe pesantemente importunato durante allenamenti sugli sci. Si sta cercando di fare luce anche sulle parole che l'uomo avrebbe rivolto a un soldato di origine marocchina: da "negretto" a "pensi mica di essere italiano?". Se siano sfottò, battute 'da caserma' o maltrattamenti aggravati dalla discriminazione razziale lo decideranno i magistrati. Quanto agli ufficiali, il capitano - comandante del reparto - deve rispondere di omessa denuncia, mentre il tenente colonnello di favoreggiamento personale. Lo Stato maggiore dell'Esercito ha reso noto che il maresciallo è stato sospeso sin dallo scorso novembre. "Si tratta - informa un comunicato - di comportamenti indegni, inaccettabili e immorali, ancora più gravi per uomini e donne che indossano l'uniforme e rappresentano lo Stato". L'Esercito rivendica "tolleranza zero nel contrastare tali inammissibili condotte" e manifesta "totale condanna, nessuna giustificazione e pieno rigore nel perseguire i comportamenti che violano i principi e i valori su cui si fonda l'Istituzione". Nel confermare la "massima collaborazione e trasparenza con gli organi inquirenti", lo Stato maggiore conclude ricordando che "chi si macchia di tali comportamenti offende fortemente la dignità e l'onore di tutto il personale che, invece, con profonda integrità, professionalità e spirito di sacrificio, quotidianamente svolge il proprio dovere, in Italia e all'estero, anche a rischio della propria vita". L'indagine prese le mosse quando una delle soldatesse si confidò con un carabiniere, che si attivò immediatamente. Gli episodi contestati si sarebbero protratti per un anno a partire dal gennaio del 2017, in occasione degli allenamenti in montagna (in Alta Valle di Susa, in Valle d'Aosta e sul Passo del Tonale fra Trentino e Lombardia) per preparare le gare di sci delle truppe alpine. È in quelle occasioni che il maresciallo, secondo le accuse, avrebbe molestato le tre donne (che hanno tra i 21 e i 25 anni). Mani che si appoggiano ai fianchi o che sfiorano i glutei, baci sulle guance. Atti di violenza sessuale, secondo il codice. E poi ci sono le frasi e gli atteggiamenti che, per gli inquirenti, vanno troppo oltre i semplici sfottò e le battute 'da caserma'. A coordinare l'inchiesta è il pubblico ministero Barbara Badellino della procura di Torino.

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