“Accettate il vescovo o vi sospendo”



IL PAPA AI PRETI NIGERIANI. DOPO 4 ANNI DI DISOBBEDIENZA PRETENDE UNA LETTERA DA OGNUNO DI LORO

CITTA’ DEL VATICANO. La punizione del Papa si è abbattuta sulla diocesi nigeriana di Ahiara con una forza che sembra avere pochi precedenti nella storia della Chiesa: il Papa ha addirittura pensato di “sopprimere la diocesi”; rimarca che la vicenda che si trascina dal 2012 non ha niente a che fare con il “tribalismo”, piuttosto con il comportamento dei “vignaioli assassini”; pretende da ogni sacerdote della diocesi contestatrice, una lettera personale a lui indirizzata, in cui si manifesti “totale obbedienza al Pontefice” e ci si dichiari disposti ad “accettare il vescovo che il Papa invia e il vescovo nominato”. “La lettera - afferma papa Bergoglio - deve essere spedita” “entro il 9 luglio p.v; Chi non lo farà, ‘ipso facto’ viene sospeso ‘a divinis’ e decade dal suo ufficio”. Determinazione punitiva senza precedenti, dunque, da parte del Pontefice; ed eccezionale la vicenda di questa diocesi che da quattro anni rifiuta il vescovo nominato dal Papa. Il durissimo discorso del Papa, pubblicato dall’Osservatore romano in data di ieri, è stato pronunciato l’otto giugno davanti a una delegazione della diocesi di Ahiara, guidata dal cardinale John Onaiyekan, amministratore apostolico di Ahiara, e del quale faceva parte anche mons. Peter Okpaleke, di etnia Ibo, eletto a guida della diocesi di Ahiara da Benedetto XVI nel 2012, e che non ha potuto prenderne possesso. Dopo che il Papa ha pronunciato il suo discorso che indica i provvedimenti tanto severi nei confronti dei “ribelli”, il prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, cardinale Fernando Filoni, ha chiesto al Papa, “il quale ha accettato”, che a conclusione di questa vicenda, la diocesi di Ahiara, con il suo vescovo, compia un pellegrinaggio a Roma e incontri il Papa. Subito prima di Filoni, l’amministratore apostolico della diocesi, (una specie di commissario straordinario, ndr) il cardinale Onayekan, ha “pronunciato parole di ringraziamento” rivolte al Papa; e dietro le pacate parole del giornale vaticano, conoscendo la determinazione e il piglio di governo di Onayekan, arcivescovo di Abuja, quel sentimento di ringraziamento per l’intervento papale fa pensare a un senso di sollievo per la prospettata soluzione a una situazione pesantissima che si trascina da tanto tempo. Alla udienza con papa Francesco, erano presenti per la curia il segretario di Stato, Pietro Parolin e, oltre a Filoni, i superiori della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Nella delegazione nigeriana, oltre ai vescovi, erano presenti anche suore, e il “capo tradizionale per conto dei fedeli laici”, Pius Iwu. Papa Francesco nel suo discorso spiega anche di essere “molto triste” e “profondamente addolorato” per la vicenda; ringrazia mons. Okpaleke per la “santa pa- zienza” dimostrata; manifesta “grande dolore verso questi sacerdoti che sono manipolati, forse anche dall’esterno e da fuori diocesi”. “Ritengo che non si tratti di un caso di tribalismo - afferma con chiarezza il Papa - ma di appropriazione della vigna del Signore. La Chiesa è madre e chi la offende compie un peccato mortale, è grave. Perciò ho deciso di non sopprimere la diocesi”.


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