Accetto il voto solo se vinco


CASA BIANCA 2016/TRUMP IL GIORNO DOPO L’ULTIMO DIBATTITO TELEVISIVO


NEW YORK. “Accetterò totalmente il risultato di queste storiche elezioni... ma solo se vinco io”. A poche ore dal duello finale tra i candidati alla Casa Bianca - vinto an- cora una volta da Hillary Clinton - Donald Trump non rinuncia a provocare e ad agitare lo spettro di “elezioni truccate”. Scatenando dure reazioni anche all’interno del partito repubblicano. In diretta tv, davanti a decine di milioni di americani, si era rifiutato di ribadire un concetto che tutti i candidati presidenziali della storia americana hanno sempre af- fermato con chiarezza: l’esito delle urne va sempre accettato, chiunque sia il vincitore. E’ una questione di rispetto della volontà espressa dai cittadini. Ma Trump - e sono le sue parole - vuole “mantenere la suspense”: “Deciderò al momento cosa fare”. Parole che fanno dire a Hillary Clin- ton che il tycoon “è il candidato alla Casa Bianca più pericoloso della storia”, uno che “denigra la democrazia americana” e che ne “mina i pilastri”. Si vedrà la notte dell’8 novembre se, nel caso di una sconfitta di Trump, arriverà la tradizionale telefonata del candidato perdente, quella in cui si concede la vitto- ria all’avversario. Intanto il tycoon, che oramai non ha più nulla da perdere, continua a provocare e a giocare. “Accetterò un risultato chiaro delle elezioni, ma mi riserverò anche il diritto di un ricorso legale in caso di risultato discutibile”, ha affermato ancora in Ohio durante un comizio, correggendo leggermente il tiro. Ma è proprio questo il terreno su cui si giocherà la sfida negli ultimi 19 giorni prima dell’Election Day. Da una parte Clinton - a questo punto grande favorita - che punta a stravincere. E aspira a un trionfo che spazzerebbe via ogni velleità di contestazione. Dall’altra Trump, a cui servirebbe un miracolo per rimontare, ma determinato a dare battaglia fino all’ultimo, nella speranza di un risultato che gli permetta di continuare ad agitare lo spettro dei brogli.Se la mappa del voto plasmata dagli ultimi sondaggi dovesse rimanere inalterata fino alle elezioni, l’affermazione di Hillary sarebbe netta. Nella sua campagna c’è grande fiducia, soprattutto dopo la terza vittoria su tre dibattiti decretata da quasi tutti gli spettatori intervistati e dai più autorevoli osservatori. Alla candidata democratica anche stavolta non è servito rischiare il colpo del ko nei confronti di un avversario in chiara difficoltà per gli scandali dell’ultimo mese. A Clinton è bastato controllare la situazione, anche se con un piglio più deciso e insolente del solito. Tanto da meritarsi l’epiteto di “donna odiosa” da parte di Trump, definito a sua volta dalla rivale “un burattino nelle mani di Putin”. E il New York Times, spiegando l’approccio dell’ex first lady, sottolinea come nell’ultima sfida Hillary si sia di fatto trasformata nella Trump di turno, interrompendo in conti- nuazione l’avversario, prendendolo in giro e schernendolo ripetutamente. Il gelo assoluto tra i due dà il quadro della serata. Nessuna stretta di mano, ne- anche tra i familiari. Mentre intanto spunta una decima donna che accusa il tycoon di molestie sessuali: si chiama Karena Virginia, istruttrice di yoga, che racconta come nel 1998 Trump la toccò ripetutamente al seno durante gli Us Open di tennis dicendole: “Non sai chi sono io?”. Nel dibattito però il candidato ha respinto con forza tutte le accuse, definendole “una fiction architettata da Hillary e da alcune donne solo in cerca di fama”. “Non ho dovuto nemmeno chiedere scusa a mia moglie Melania”.


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