Accordo storico con il Canada



CASA BIANCA/TRUMP ESULTA PER IL “NUOVO NAFTA” RIBATTEZZATO USMCA

WASHINGTON. A poco più di un mese dalle elezioni di Midterm, Do- nald Trump incassa un’altra vittoria nel campo commerciale, strappando in extremis un accordo anche con il Canada dopo quello con il Messico e ribattezzando il vecchio Nafta con l’acronimo Usmca (Usa, Messico, Canada). “Avevo fatto una promessa, e l’ho mantenuta”, ha esultato in una torrenziale conferenza stampa al Rose Garden della Casa Bianca, circondato dai ministri e dai collaboratori coinvolti nei negoziati. Un risultato ottenuto grazie alla politica dei dazi, ha sottolineato, riferendosi a quelli su acciaio e alluminio: “Senza tariffe, non staremmo qui a parlare dell’accordo”. Una possibile leva che potrebbe essere usata nelle trattative con l’Unione europea: “Senza un accordo con la Ue, imporremo dazi sulle auto”, ha avvisato, pur affermando che sta avendo un “negoziato di successo” con Bruxelles. L’accordo col Canada, ha assicurato, è “il più importante della storia americana”, una “vittoria storica” che difenderà migliaia di posti di lavoro e ne porterà molti altri, insieme a nuovi in- vestimenti. “E’ un grande accordo per tutti e tre i Paesi, risolve molte carenze ed errori del Nafta, apre grandemente i mercati ai nostri agricoltori e produttori manifatturieri, riduce le barriere commerciali per gli Usa e porterà tutte e tre le grandi nazioni insieme in competizione con il resto del mondo”, aveva twittato poco prima. L’intesa, che copre un volume d’affari di 1200 miliardi di dollari, è stata raggiunta poco prima che scadesse la deadline fissata dall’amministrazione Trump per mandare in pensione dopo 24 anni il Nafta, “il peggior accordo commerciale mai fatto”, secondo il tycoon. Il presidente conta di firmarla a fine novembre, a margine del G20 in Argentina, con il premier canadese Justin Trudeau (che fa buon viso a cattivo gioco) e il presidente messicano uscente Enrique Pena Nieto. Prima però dovrà essere approvata dal Congresso, dove Trump teme l’opposizione dei dem, anche se ha ventilato di avere “altre opzioni”. Il nuovo accordo prevede vari cambiamenti. Nel settore automobilistico il 75% dei veicoli dovrà essere prodotto nel Nord America e i dipendenti dovranno avere un salario minimo di 16 dollari l’ora. In campo agricolo, l’agricoltura americana incassa un grande successo, ottenendo un accesso più facile e meno tassato in Canada (in particolare per il settore caseario, uova e pollame). E’ previsto inoltre una maggiore tutela della proprietà intellettuale e del commercio digitale. Nel frattempo il tycoon spera di concludere altri accordi commerciali analoghi. La scorsa settimana ha firmato quello con la Corea del Sud e concordato di avviare trattative con il Giappone. L’India, ha assicurato, ha chiesto di avviare discussioni “immediatamente”, mentre con la Cina, principale obiettivo dell’offensiva tariffaria americana, ritiene che “francamente sia troppo presto per parlare perché non sono ancora pronti”.


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