Adam e Ramy sono italiani

CITTADINI A TUTTI GLI EFFETTI I RAGAZZI CHE SCONGIURARONO LA STRAGE SUL BUS



MILANO. Mancava solo la trascrizione del conferimento della cittadinanza italiana perché potessero esercitare a tutti gli effetti i loro diritti di neoitaliani, e Adam El Hamami e Ramy Shehata i due ragazzini della scuola media Vailati di Crema che scongiurarono una strage a bordo del bus, il 20 marzo scorso, l’occasione non se la sono fatta scappare. Dopo la cerimonia, sobria, nella sala dei ricevimenti del Comune di Crema sono andati all’Ufficio anagrafe per chiedere la carta d’identità. Attenti, hanno ascoltato il sindaco leggere il decreto con il quale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definiva il loro gesto “di alto valore etico e civico”, concedendo loro la cittadinanza. Adam è il ragazzo che diede la localizzazione esatta ai carabinieri segnalando dove si trovava il pullman (San Donato milanese) dirottato da Crema da Ousseynou Sy, l’autista italiano di origine senegalese, il quale sarà processato in autunno, e che avrebbe dato poi fuoco al mezzo. Solo l’intervento dei militari aveva consentito che la scolaresca scendesse senza danni. Ramy, fingendo di pregare, in arabo, aveva invece dato l’allarme al padre, sempre per telefono. “Cittadini dei nostri cuori, prima ancora che dell’Italia, un Paese che vi chiediamo di continuare ad amare e servire”, ha detto il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, prima di firmare la trascrizione. A loro, alla presenza del prefetto di Cremona Vito Gagliardi, è stata consegnata una copia della Costituzione, sulla quale non hanno potuto giurare in quanto minorenni, come stabilito dalla Consulta nel 2017. “E’ la Carta dei diritti e doveri - ha aggiunto il sindaco -. Leggetene un articolo al giorno. Solo così i diritti prendono vita, vengono riconosciuti e possono essere fatti valere, ma il vero legame con una terra si scolpisce con i sentimenti ed i valori, quelli che Adam e Ramy hanno mostrato di possedere in abbondanza”. In sala, davanti ai due ragazzi e i loro parenti, il prefetto ha salutato i ragazzi, nuovi italiani, ringraziandoli per quanto hanno fatto: “Senza il vostro coraggio probabilmente oggi ci sarebbero tante madri e padri in lacrime: vi ringrazio personalmente, e a nome del Paese che ora è anche il vostro”. Il Comune di Crema ha intenzione di costituirsi parte civile nel processo a carico di Sy che si aprirà il prossimo 18 settembre davanti alla Corte d’Assise di Milano, competente per il reato più grave, quello di strage aggravata dalle finalità terroristiche, accaduto appunto a San Donato Milanese. Tra le altre accuse contestate a Sy, anche il sequestro di persona aggravato, incendio, resistenza e lesioni ai danni di 17 bambini, non solo per ferite ma anche per traumi da “stress” e psichici da “violenza emotiva”. Da subito l’Amministrazione comunale cremasca aveva fornito supporto ai piccoli con un equipe di psicologici per aiutarli a superare la paura vissuta in quella mattinata terribile.

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