Addio a Carol Channing

TEATRO/MUORE LA DIVA DI HELLO DOLLY!, 97 ANNI E ICONA DI BROADWAY



NEW YORK. Da Lorelei Lee in “Gli uomini preferiscono le bionde” alla “matchmaker” Dolly Gallagher Levi in “Hello, Dolly!”, Carol Channing è stata una leggenda di Broadway. Tre Tony Awards incluso quello alla carriera, un Golden Globe, una candidatura all’Oscar e quattro mariti, la Channing è morta nella notte nella sua casa di Rancho Mirage in California. Avrebbe compiuto 98 anni il 31 gennaio, ha detto la portavoce B. Harlan Boll confermando il decesso per cause naturali. Carol nel corso del 2018 aveva avuto due ictus. “Recitare è l’unica ragione della mia esistenza”, aveva detto tornando sul palcoscenico di Broadway nel 1995, a 74 anni, per un revival di “Hello, Dolly!” e raccogliendo sera dopo sera una standing ovation mentre scendeva dalla scalinata cantando “Wow, wow, wow, fellas,/Look at the old girl now, fellas”, splendida in abito da sera scarlatto e gioielli. La sua voce, sempre più cavernosa col passare degli anni, era altrettanto riconoscibile del look, esagerato dal trucco appariscente, che le creò non pochi problemi: portava ciglia finte la cui colla a poco a poco finì per strapparle alla radice quelle vere. Carol Channing divenne una icona di Broadway allo Ziegfeld Theater l’8 dicembre 1949 con “Gli uomini preferiscono le bionde”, tratto dal bestseller di Anita Loos degli anni Venti, musica di Jule Styne e coreografia di Agnes de Mille. Nella parte di Lorelei, Carol divenne una stella cantando “Diamonds Are a Girl’s Best Friend” e aprì la strada al personaggio della bionda fatale ripreso da Marylin Monroe al cinema e perpetuato da Madonna. Segurono apparizioni in “Wonderful Town”, “The Vamp” e “Show Girl”. “Hello, Dolly!”, tratto dalla commedia di Thornton Wilder “The Matchmaker”, debuttò al St. James Theater il 16 gennaio 1964 e mise Carol in rotta di collisione con Barbra Streisand di “Funny Girl”. Vinse lei, ma poi fu Barbra a diventare Dolly quando dal teatro il musical passò al cinema. A Hollywood la Channing non riuscì a sfondare, pur avendo ricevuto una nomi- nation agli Oscar e aver vinto un Golden Globe per “Thoroughly Modern Millie” del 1967. Le andò meglio in tv, ma il teatro era la sua vera natura. Quando nel 1995 tornò a Broadway per il revival, Carol aveva interpretato il ruolo di Dolly 4.500 volte. La Channing era nata a Seattle: a 16 anni, secondo quanto scrisse lei stessa nell’au- tobiografia del 2002 “Just Lucky I Guess”, la madre le rivelò che il padre, che aveva un cognome tedesco, era in realtà per metà afro-americano. L’attrice tenne segreta per decenni la sua identità razziale temendo che avrebbe danneggiato la sua carriera.

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