Addio a Leitsch, eroe gay



STORICHE LE SUE BATTAGLIE NEGLI ANNI SESSANTA. OBAMA GLI RESE OMAGGIO

NEW YORK. Un cancro al fegato si è portato via a 83 anni Dick Leitsch (nella foto), uno degli eroi del movimento americano per i diritti gay. Fu lui negli Anni ’60 a dare vita alla prima azione organizzata in difesa dei loro diritti: un “Sip-In” - ovvero un sit-in alcolico sulla scia dei sit-in degli afroamericani segregati nel Sud in quegli anni - per assicurare che anche i gay fossero serviti nei bar. Il 21 aprile 1966, insieme a tre amici e a un fotografo del New York Times, Leischt si recò al bar Julius, nel West Village, e si sedette. Al barista che gli chiese cosa volessero, Leischt rispose: “Siamo omosessuali. Siamo tranquilli e intendiamo restare tranquilli. Vogliamo solo essere serviti”. Immediata la reazione: il barista si rifiutò, adducendo il rispetto della legge.All’epoca infatti le autorità di New York revocavano la licenza ai bar che servivano i gay, considerati clienti “molesti” da alcune norme che risalivano all’era del proibizionismo. Ma Dick insistette, e il barista chiamò la polizia. Arrivati sul posto, gli agenti minacciarono una causa. Leitsch e i suoi amici a quel punto se ne andarono e, con l’aiuto del fotografo, denunciarono tutto sul New York Times. La causa contro di loro non partì mai, e quel primo successo diventò leggenda. Eppure la protesta del “Julius” era nata quasi per caso: i tre avevano infatti inizialmente optato per un altro bar che aveva in bella mostra la scritta “Se siete gay, per favore state lontani”. Ma una volta giunti davanti a quel bar, i tre lo trovarono chiuso e si diressero verso un altro nelle vicinanze:l Julius appunto. “Le azioni di Dick Leitsch hanno reso più facile per una generazione di omosessuali uscire ed essere apertamente gay”, ha ricordato George Chauncey, professore di storia della Columbia University e autore di “Gay New York”. La sua battaglia è durata per decenni ed è partita nell’era pre-Stonewall, quando di gay ancora non si parlava apertamente e anzi gli omosessuali venivano definiti “malati” dai medici e “criminali” dalla legge. Il 28 giugno 1969 però la storia cambiò definitivamente: le rivolte di Stonewall, dal nome del popolare bar gay nel Greenwich Village, con i duri scontri fra polizia e gruppi omosessuali, innescarono la rivoluzione Lgbt. La morte di Leitsch arriva a poche ore dalla parata di oggi del Gay Pride a New York. Un appuntamento che quest’anno si preannuncia molto più politicizzato che in passato, con Donald Trump alla Casa Bianca che, ancora una volta, ha deciso non dichiarare il mese di giugno come il “Pride Month”. Una decisione in contrasto con le precedenti di Barack Obama, che scrisse direttamente a Leitsch dopo l’annuncio della malattia: “Grazie per i decenni di lavoro che hanno aiutato il Paese a muoversi sulla strada dell’uguaglianza Lgbt. Il nostro viaggio come Paese dipende, come è sempre stato, dagli sforzi di gente come te”, fu l’omaggio dell’ex presidente.


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