Addio a Vittorio Merloni



ANCONA. Addio a Vittorio Merloni, già presidente di Merloni Elettrodomestici, la multinazionale tascabile diventata Indesit Company e presidente di Confindustria dal 1980 al 1984. Merloni è morto a 83 anni, dopo un malore, nell'ospedale della sua città, Fabriano, "cuore" di uno dei più importanti distretti mondiali degli elettrodomestici. Icona di una economia senza fratture, la via "adriatica allo sviluppo" teorizzata da Giorgio Fuà, aveva portato la Merloni Elettrodomestici da realtà regionale di metà degli anni Ottanta a leader mondiale, con una serie di azzeccate acquisi- zioni: Indesit, Philco, Stinol, Hotpoint. Una storia che aveva traghettato tutto un territorio, il Fabrianese e le Marche, dall'economia mezzadrile, a quella industriale.

Da tempo malato, era lontano dagli affari, dopo avere ceduto nel 2010 le redini di Indesit al figlio Andrea. Laureato in Economia e Commercio aveva mosso i primi passi nel- l'azienda del padre Aristide, il fondatore della dinastia degli elettrodomestici fabrianesi, insieme ai fratelli Francesco (ex parlamentare ed ex ministro) e Antonio. Ma nel 1975, dopo che le loro strade si erano separate, aveva spiccato il volo, fondando la sua Merloni Elettrodomestici, che successivamente era sbarcata in Borsa e poi all'estero.

Il successo imprenditoriale lo aveva portato alla presidenza di Confindustria, dove era poi rimasto per anni nel direttivo e nella giunta, lanciando tra l'altro la candidatura di Emma Marcegaglia, primo presidente donna degli industriali italiani. Molti gli incarichi (Bo- ard of Directors of the Associates dell'Har- vard Business School di Boston, Assonime, Board Internazionale del Consiglio per le Re- lazioni fra Italia e Stati Uniti, Telecom Italia, Endesa Italia), molte le onorificenze, tra cui la nomina a cavaliere del lavoro e quella inglese di "Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico", oltre al premio "Tarantelli".

Nel 2005 la svolta con la denominazione di Indesit Company, con l'obiettivo anche di consolidare la dimensione internazionale del gruppo. Ma il passaggio generazionale e i cambiamenti dell'economia mondiale segnano l'inizio di una fase di declino. Nel 2013, dopo molti contrasti tra i figli Maria Paola, deputata eletta con Scelta Civica, Andrea,Aristide e Antonella, i Merloni lasciano la presidenza, che va all'a.d Marco Milani. Sarà lui a traghettare Indesit fino all'acquisizione da parte della multinazionale Whirlpool, perfezionata tra il 2014 e il 2015. Anni difficili e amari, di contrasti con la dirigenza, ma i dipendenti non si dimenticano di lui: durante uno sciopero i lavoratori in- dossano una t-shirt con il volto di Vittorio, l'imprenditore dal volto umano, e la scritta "Ci manchi". E Whirlpool, in una nota, sottolinea che "continuerà a diffondere nel mondo" i "profondi valori" portati avanti da Merloni, mentre Maurizio Sacconi ne ricorda il "coraggio, quando, contro il parere dei grandi gruppi, portò l'associazione degli imprenditori a firmare l'accordo con Cisl, Uil e il governo Craxi per la fine della scala mobile". "Profondo cordoglio" arriva dalla Cgil, mentre il segretario Cisl, Annamaria Furlan, ricorda come "abbia sempre creduto nell'importanza del dialogo sociale con il sindacato". Il mondo politico, con la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro degli interni Angelino Alfano, il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricorda il "grande imprenditore che ha lasciato una forte impronta" nell'imprenditoria italiana.


AmericaOggi.us Tutti i diritti riservati

Crea un account
e ottieni contenuti esclusivi e molto altro