Affonda il Psoe, 5a sconfitta storica


SPAGNA/ NUOVA DEBACLE ELETTORALE DEL PARTITO SOCIALISTA IN GALIZIA E PAESI BASCHI . SANCHEZ NON SI DIMETTE.


MADRID. Coltelli spianati fra i socialisti spagnoli dopo l'ultima debacle elettorale del Psoe domenica scorsa nei Paesi Baschi e in Galizia sotto la regia del contestato segretario Pedro Sanchez. Diversi 'baroni' ieri hanno invitato il leader ad assumersi la responsabilità della ennesima sconfitta. Ma Sanchez ha escluso di dimettersi e ha contrattaccato, autocandidatosi a primarie che ha convocato per il 23 ottobre, sperando nell'appoggio della base contro i baroni. Le convulsioni del glorioso Psoe, con il Pp protagonista della vita politica del Paese per 40 anni dalla fine della dittatura franchista, condizionano ormai la infinita crisi delle istituzioni spagnole e rendono quasi inevitabile il ritorno alle urne per la terza volta in un anno a Natale. Sotto la guida di Sanchez negli ultimi 12 mesi i socialisti spagnoli sono passati da una sconfitta all'altra, registrando i peggiori risultati della storia in cinque elezioni successive: le catalane, le politiche di dicembre e giugno e, ora, le regionali galiziane e basche. Il Psoe ha perso la metà dei suoi deputati regionali nel Paese Basco, ha subito nelle due regioni l'umiliante sorpasso di Podemos che come Syriza con il Pasok in Grecia aspira a divorarlo. Peggio ancora ha assistito al trionfo del Pp di Mariano Rajoy, che ha vinto con maggioranza assoluta in Galizia. "Paesi Baschi e Galizia rafforzano Rajoy e affondano Sanchez" titola El Pais e El Mundo vede ora "Sanchez sul bordo del precipizio". Escluse le immediate dimissioni, il primo scontro diretto fra i leader socialisti potrebbe verificarsi , Allarme in Messico: tre sacerdoti uccisi nel giro di una settimana sabato al consiglio federale Psoe. Il segretario arriverà con la proposta di primarie in ottobre, di un congresso express in dicembre e di avviare trattative per un ipotetico governo 'alternativo' con Podemos, appoggiato dagli indipendentisti. Tre proposte che non piaccio- no agli oppositori interni. La presidente andalusa Susana Diaz, sua principale avversaria, ha già chiarito che con 85 deputati su 350 contro i 170 che votano Rajoy è escluso che Sanchez pensi di fare il governo. La potente federazione andalusa si oppone anche alla convocazione di un congresso finché il paese è senza governo. Se il 31 ottobre non ci sarà, come è probabile, un nuovo premier si voterà di nuovo il 25 dicembre (o forse il 18) per la terza volta in un anno.


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