Agguato a due vice sceriffi

CALIFORNIA/NEL GIORNO IN CUI TRUMP VISITA LO STATO COLPITO DAGLI INCENDI



WASHINGTON. Donald Trump vola in California per spegnere le polemiche sul lungo silenzio con cui ha ignorato gli apocalittici incendi che stanno devastando la costa ovest, ma ora ha un motivo in più per andarci: l’agguato a due agenti vicino a Los Angeles, che gli consente di rilanciare il suo mantra ‘law and order’ mentre è in corso una gigantesca caccia all’uomo con il coinvolgimento dell’Fbi. Il presidente ha cavalcato su Twitter l’assalto avvenuto a Compton, 25 km a sud di Los Angeles, dove due vice sceriffi, un uomo di 24 anni e una donna di 31, sono rimasti feriti gravemente mentre erano nella loro auto di pattuglia, ferma ad una stazione della metro. Come si vede dal video diffuso dalla polizia, una persona di bassa statura, armata e col viso coperto da un cappellino da baseball, si è avvicinata alla vettura e improvvisamente ha aperto il fuoco contro il finestrino, prima di darsi alla fuga. “Animali che devono essere colpiti duramente!”, ha twittato il tycoon condividendo il video e chiedendo la pena capitale per il killer se gli agenti dovessero morire. Ma l’episodio ha rinfocolato anche le proteste contro la polizia, il cui dipartimento locale era finito nel mirino delle manifestazioni contro il razzismo e la brutalità delle forze dell’ordine dopo l’uccisione di George Floyd. I dimostranti hanno bloccato l’ingresso e l’uscita del pronto soccorso dell’ospedale dove sono ricoverati i due agenti gridando “speriamo che muoiano” e mettendo a rischio il passaggio delle ambulanze, come ha denunciato lo sceriffo in un post subito ritwittato da Trump. I dem si sono precipitati a condannare l’agguato e a prendere le distanze dalle contestazioni, a partire da Joe Biden: “Questa sparatoria a sangue freddo è inconcepibile, l’autore deve essere assicurato alla giustizia e punito. La violenza di ogni genere è sbagliata”, ha detto, esprimendo solidarietà ai due poliziotti e ai loro cari. E’ scontro aperto invece sui roghi nel West, uno dei peggiori disastri naturali dei tempi moderni in quella regione: intere cittadine bruciate, oltre 20 mila kmq di terreno distrutti in 12 Stati, mezzo milione di sfollati nel solo Oregon, decine di dispersi e un bilancio di oltre 30 morti destinato ad aumentare. L’inferno di fiamme ha rilanciato l’allarme sul cambiamento climatico. “Il tempo del dibattito è finito. Questa è una dannata emergenza climatica”, ha ammonito il governatore dem della California Gavin Newsom, dopo che Barack Obama ha ricordato come nel voto di novembre sia in gioco anche la difesa del pianeta. Il climate change “pone un’imminente minaccia esistenziale al nostro modo di vivere, Trump può tentare di negare la realtà, ma i fatti sono inconfutabili”, ha attaccato Biden dopo che il suo rivale ha ipotizzato come causa dei roghi solo la cattiva gestione del patrimonio forestale. Intanto il tycoon continua a richiamare in Nevada grandi folle senza mascherina né distanziamento sociale, come sabato sera a Minden. Oggi ha tentato la fortuna a Las Vegas, con un evento al Casinò Treasure Island, dove il ‘tesoro’ sono sempre i latinos, quel 20% dell’elettorato che potrebbe fargli vincere uno Stato perso di poco nel 2016. Trump scommette sulla sua opposizione alle restrizioni contro la pandemia, che qui hanno bloccato l’economia gravitante totalmente intorno al turismo. Ma nei sondaggi nazionali Biden ha un ampio vantaggio tra gli ispanici. .

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