Agnes Heller muore nel lago

LA FILOSOFA CONTRO I TOTALITARISMI, SOPRAVVISSUTA AD AUSCHWITZ, AVEVA 90 ANNI


di Elisabetta Stefanelli

ROMA. ‘’Il caso, che sia una benedizione o l’inferno, è sempre un valore, un’opportunità, la possibilità di conoscere meglio il nostro carattere e di cambiare le nostre vite’’. Con queste sue parole quasi profetiche, scompare ‘per caso’ nel lago Balaton dove si era immersa per fare una di quelle nuotate nel blu che tanto amava, Agnes Heller (il suo corpo è stato poi recuperato dalla polizia), filosofa e pensatrice che si era opposta ad ogni totalitarismo e ne aveva pagato le conseguenze senza timori né incertezze. Sopravvissuta ad Auschwitz, lei sola con la madre di tutta la sua ricca famiglia ebraica, duramente critica nei confronti del comunismo, oppositrice di Orban negli ultimi anni e del suo sovranismo, ha vissuto una vita nel segno della libertà di pensiero e d’azione contro ogni forma di oppressione e per questo era divenuta punto di riferimento per molti dissidenti ed oppositori nel suo essere cittadina del mondo con una radice nell’Ungheria che non aveva mai abbandonato fino in fondo. Era nata a Budapest il 12 maggio del 1929, ed aveva da poco compiuto 90 anni l’intellettuale allieva del filosofo marxista Goerg Lukacs. Era stata una dei principali esponenti della “scuola di Budapest”, corrente critica del socialismo, ed anche indubitabilmente una delle più importanti pensatrici della nostra storia. La sua opera più famosa, La teoria dei bisogni in Marx, venne fortemente criticata dal regime comunista e nel 1959 venne espulsa prima dall’Università e poi dal Partito Comunista. Nel 1977 insieme al marito, il filosofo Ferenc Fehér e gli amici Gyorgy e Maria Marcus, a loro volta esponenti della ‘’scuola di Budapest’’, era emigrata prima in Canada e poi l’anno dopo in Australia dove aveva assunto un incarico all’Università di Melbourne. Poi nuova migrazione qualche anno più tardi verso la New School di New York per insegnare alla prestigiosa cattedra che fu di Hannah Arendt. Dopo la caduta del muro di Berlino decise di tornare in Ungheria pur facendo la pendolare con gli Stati Uniti. Divenne una delle esponenti del pensiero liberal, tanto che negli ultimi anni era e trata in aperto conflitto con il premier sovranista del suo paese, Viktor Orban. Ha pubblicato moltissimi libri fra cui: L’uomo del Rinascimento. La rivoluzione umanista (2013), Breve storia della mia filosofia (2016), Teoria dei sentimenti (2017), Paradosso Europa (2017), Il potere della vergogna. Saggi sula razionalità (2018), Una teoria della storia (2018), Un’etica della personalità (2018), La filosofia radicale (2018), Orbanismo (2019), Il valore del caso. La mia vita (2019). Ne “Il demone dell’amore”, appena pubblicato da Gabrielli, la filosofa, in un intenso dialogo con Francesco Comina e Genny Losurdo, affronta il tema dell’amore dimostrando la sua capacità, espressa in ogni aspetto della sua vita, di guardare sempre avanti in un continua tensione della vitalità intesa come tensione dell’umano verso il sentimento della crescita. In Italia la maggior parte delle sue opere sono pubblicate da Castelvecchi che in una nota ‘’la saluta, con affetto e gratitudine per questi anni trascorsi insieme nell’amicizia e nella condivisione della sua monumentale opera filosofica’’. ‘’Noi pro- seguiremo con affetto e riconoscenza il lavoro di traduzione dei tanti testi ancora inediti che gnes ci ha affidato’’, promette l’editore con lo stesso amore per il futuro che aveva Heller.

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