“Ai giovani serve lavoro”



LA PRIMA CONFERENZA STAMPA DEL CARDINALE BASSETTI, NEO PRESIDENTE DELLA CEI

ROMA. Il lavoro per i giovani, l’attenzione alle famiglie, la vicinanza agli ultimi. Il neo presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, parla delle sue priorità, alla guida dei vescovi italiani, in un incontro con la stampa. L’arcivescovo di Perugia che gira con la sua utilitaria per trovare la gente, il pastore che risponde allacrisicongliEmporidellasolidarietà,ilporporato che, come lui ha detto, si fa guidare “più dalle ragioni del cuore che da quelle dell’intelletto” - “mi sono definito un improvvisatore perché è il contrario di calcolatore” -, per prima cosa lancia “un grido forte” per i giovani. “Nessuno rubi la speranza ai giovani, quando manca il lavoro si toglie la dignità”, ha sottolineato. Il cardinale ha risposto alle domande dei giornalisti, dalla politica ai migranti, dalla pedofilia al dramma del terremoto. Ma si è anche lasciato ad una confidenza sulla sua elezione: “Ero partito confidando sulla mia giovane età...”, ma “dopo l’incontro con il Papa e l’affetto che è arrivato da lui e dai confratelli mi sono incoraggiato”. Conferma poi l’immagine di una Chiesa, come la vuole Papa Francesco, impegnata in una “conversione pastorale”. “Una Chiesa che accoglie tutti e non fa distinzioni, è in grado di andare nelle periferie ed essere ospedale da campo”. Un passaggio sulla politica. A chi chiede se per la Cei non sia arrivato il momento di aprire un confronto con il Movimento 5 Stelle, risponde: “La Chiesa dialoga con tutti ma il suo riferimento è la politica con la ‘p’ maiuscola, quella che guarda al bene di tutti”. La famiglia. Glissa sul prossimo Family Day (“sono temi che affronteremo”, si limita a commentare) ma esalta l’Amoris Laetitia di Papa Francesco: “E’ un capolavoro, una sintesi della dottrina della Chiesa sul matrimonio e la famiglia. Un passaggio va capito: non dobbiamo fare una questione assoluta per cui ogni situazione irregolare è peccato mortale. Anche per il Catechismo della Chiesa cattolica, prima che si arrivi al peccato mortale devono determinarsi sette o otto condizioni”. “Cosa chiede il Papa? - osserva - Il Papa parla di discernere, verificare quale è la reale situazione della coppia, iniziare un cammino, anche penitenziale, vedere come stanno queste cose. Chi va a fare osservazioni sbaglia: non è un documento opinabile. Il Papa dice: leggete e capite, il mio è magistero, come con Paolo VI e gli altri Pontefici”. Poi i migranti: “Il Mediterraneo continua ad essere la tomba di tanti nostri fratelli” e tutti debbono essere accolti anche se è “un problema enorme, epocale e siamo impotenti se dobbiamo, come Italia, affrontarlo da soli”. Biotestamento: “La legislazione dovrebbe tenere molto più in conto il parere dei medici”. Ma il vescovo-pastore aggiunge: “Occorrerebbe però da parte di tutti prestare più assistenza, vicinanza, affetto ai malati terminali”. Poi un tema spinoso nella Chiesa, la pedofilia. “La situazione è preoccupante ma la Cei, non parte da zero. I bambini non si toccano!”. Infine un appello per le regioni, come anche è quella dove è vescovo, ferite dal terremoto. Occorre “accelerare il più possibile gli interventi non tanto per la ricostruzione, che sono complessi, ma per garantire un’abitazione alle persone”. Servono le case prefabbricate ma anche “ambienti pluriuso dove riportare quei segni di religiosità che sono stati tolti dalle macerie e che ora sono conservati altrove. Ora che arriva l’estate quelle sono terre di feste religiose, di processioni. Occorre favorire questo, altrimenti si perde l’identità di un popolo”.


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