AKK: “Non sarò cancelliera”

L’EREDE DI MERKEL GETTA LA SPUGNA. LASCERÀ ANCHE LA GUIDA DELLA CDU


di Rosanna Pugliese



BERLINO. L’erede di Angela Merkel getta a sorpresa la spugna e la Cdu della cancelliera è platealmente decapitata. Il terremoto politico innescato dalla Turingia, come prevedibile, ha visto spostarsi l’epicentro da Erfurt a Berlino: ieri all’indirizzo della Konrad-Adenauer-Haus, dove Annegret Kramp-Karrenbauer ha annunciato di non volersi candidare alla cancelleria nel 2021 e di essere pronta a lasciare prossimamente anche la guida del partito, faticosamente conquistata due anni fa. Una mossa che non turba solo i già precari equilibri del governo fondato sull’alleanza con i social-democratici, perennemente in cerca di autore - i principali attori della Grosse Koalition hanno comunque assicurato che la stabilità dell’esecutivo non sarebbe a rischio - ma la tenuta stessa dei cristiano- democratici, che mai come in questi giorni danno l’impressione di essere lacerati “da forze interne che vanno in direzioni diver- se”. Una denuncia resa esplicita dal leader dell’Spd Manfred Walter-Borjans, dai Verdi e alla fine dalla stessa AKK.I rapporti con l’ultradestra di Alternative fuer Deutschland vanno insomma chiariti. La linea Merkel non conosce riserve in proposito: “Ogni collaborazione con Afd (e anche con la Linke) è esclusa”, in forma diretta o indiretta, ha ribadito anche ieri AKK. Ma che ruolo giocheranno in futuro gli esponenti recalcitranti della cosiddetta ‘Wertunion’, corrente più a destra nel partito che avrebbe visto di buon occhio l’inciucio con il partito di Alexander Gauland? E come si verrà a capo del nodo della coalizione in Turingia, dove il numero 1 della Cdu locale se n’è andato a sciare sbatten- do la porta nel fine settimana? Alla luce di questi dubbi, la riunione di ieri in casa dei cristiano-democratici si è svolta in un clima incandescente, con toni insolitamente forti, attacchi e insulti. “Ho annunciato al presidio che non mi candiderò alla cancelleria”, ha detto alla fine Annegret Kramp- Karrenbauer, comparendo davanti alla stampa visibilmente amareggiata. E la Bun- deskanzlerin? Si è limitata ad esprimere “dispiacere” e “molto rispetto” per una decisione che immagina “non sia stata facile”.Stando a un sondaggio blitz il 77% degli elettori avrebbe invece tirato un sospiro di sollievo di fronte alla decisione della ‘piccola Merkel’ del Saarland, che in questi anni non è affatto cresciuta. La leader dei conservatori ha aggiunto però anche un altro significativo passaggio: “La separazione fra la presidenza del partito e la cancelleria in- debolisce la Cdu”. Parole sibilline, che metterebbero un’ipoteca anche sulla restante legislatura di Frau Merkel. Il tiro è stato comunque subito aggiustato: “E’ bene che la candidatura alla cancelleria e la presidenza della Cdu siano in una sola mano. Per questo resterò alla guida del partito fino a quando non ci sarà una candidatura per la cancelleria”. A Berlino, dove la stampa ovviamentenon parla di altro - da quando il presidente liberale è stato eletto con i voti di Afd la settimana scorsa, per poi dimettersi -, non è servito neppure attendere queste parole per riaprire il toto-nomi sul dopo-Merkel. Ha ripreso subito quota l’avvocato finanziario Friedrich Merz, preferito dai sondaggi: l’uo- mo che proprio AKK sconfisse ad Amburgo. Ma ci sono anche Armin Laschet, potente presidente del Nordreno-Westfalia, il ministro della Salute Jens Spahn e il leader della Csu Markus Soeder. Fra le domande che restano aperte, oltre alle sorti della Turingia, anche la questione di sempre: quanto durerà ancora la cosiddetta Groko? “Non a lungo”, per l’ex vicecancelliere socialde- mocratico Sigmar Gabriel, il quale pronostica che “si tornerà al voto”. Mentre è stato il presidente del Bundestag Wolfgang Schaeuble a lanciare un “drammatico avvertimento” sulla Bild: “Se andiamo avanti così, il prossimo candidato cancelliere non sarà cancelliere

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