Al Colle il passaggio dei poteri


GOVERNO/L’ITALIA CHE CONTA AL RICEVIMENTO PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA


ROMA. L'Italia che conta, dalla Rai al mondo della finanza, ha capito chi sono i nuovi "padroni del vapore". Il tradizionale ricevimento nei giardini del Quirinale per la Festa della Repubblica ha sancito plasticamente il passaggio di potere dai partiti che hanno governato nella Seconda Repubblica, a quelli che da oggi sono al governo, M5s e la nuova Lega di Matteo Salvini.

A loro si sono infatti stretti per augurare "in bocca al lupo", in una sorta di vernissage della distensione, molte personalità della società civile che fino a ieri ignoravano i nuovi ministri.

Negli splendidi giardini del Quirinale, che affacciano su un panorama mozzafiato in stile "La grande Bellezza", sono pochi gli esponenti del Pd. Maurizio Mar- tina attraversa agevolmente il giardino all'italiana senza essere bloccato in conti- nuazione, come accadeva appena un anno fa.

Ci sono molti ministri uscenti, quasi sollevati, da Paolo Gentiloni, finalmente rilassato, a Piecarlo Padoan, a Andrea Orlando e Dario Franceschini, che dopo aver salutato il presidente Mattarella lasciano il ricevimento.

Il solo Claudio De Vincenti, rimane a chiacchierare sino alla fine, e si trattiene a lungo con Gianni Letta, anch'egli a suo agio in una location per lui consueta. Letta è il più alto in grado dei rappresentanti del mondo azzurro, insieme al presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani e alla vicepresidente della Camera, Mara Carfagna. I veri protagonisti ovviamente sono i ministri del nuovo governo, che appena due ore prima avevano prestato giuramento.

Attorno a loro sorgono capannelli, non solo dei semplici cittadini che li vogliono conoscere e salutare, ma anche di espo- nenti della "high society".

Matteo Salvini si presta a numerose fotografie con cittadini che lo invitano a visitare la loro città: "verrò a Roncade, ma dopo Cividale" scherza con due gruppi di persone che giungono dalle due cittadine. L'altra star è Luigi Di Maio, che riceve gli auguri di Luigi Abete.

Il mondo della finanza, vecchia e nuova, è presente in forza da un assorto Piero Barucci a Fran- co Bassanini. Di Maio se la sbriga con scioltezza, ormai abituato a gestire queste situazioni. Quasi stupiti per essere al centro della scena gli altri neo-ministri, da Alfonso Bonafede a Barbara Lezzi e Danilo Toninelli. Bonafede, ad un certo punto, spaesato cerca "Luigi", cioè Di Maio, per sottrarsi, mentre Toninelli si ritrova in mano il biglietto da visita dell'ambasciatore svizzero che gli preannuncia una visita al Ministero.

E ambasciatori e funzionari della Farnesina circondano il nuovo titolare degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, del tutto a suo agio. Anche il mondo Rai si fa avanti per farsi conoscere dai nuovi arrivati, da Bruno Vespa, che si coccola il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Gior- getti, a Michele Santoro, che fa gli auguri a vari ministri: "Vi seguiremo con attenzione" dice a Bonafede. Non del tutto inaspettati i tratti rilassati dei passaggi di consegne: Andrea Orlando parla fitto fitto con Bonafede e lo fa inserire nella fila per salutare Mattarella.

Si stringono sorridendo la mano Padoan e Giovanni Tria, Franceschini e Di Maio.

La cerimonia della campanella si svolge anche qui nei giardini del Quirinale dove si forma una lunga coda per omaggiare il premier Giuseppe Conte, mentre Gentiloni chiacchiera rilassato.


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