Al Diavolo non basta Ibra

LO SVEDESE ENTRA AL 55’ E ILLUMINA UN MILAN OPACO. MA IL GOL NON C’È



LA SCOSSA Ibrahimovic non basta a rianimare il Milan. Dopo aver visto dalla panchina i suoi nuovi compagni per 55 minuti affannarsi senza quasi mai impensierire la Sampdoria, lo svedese ha fatto il suo nuovo debutto rossonero trasmettendo, con la sola presenza, adrenalina al pubblico e aumentando con i suoi colpi di fino la produttività offensiva della squadra. Ma l’epilogo è stato lo stesso già visto più volte nella stagione milanista, zero gol (per la terza gara di fila), e fischi copiosi dei 58mila sugli spalti. L’anno di Pioli comincia con i soliti problemi, che sarebbero amplificati senza le prodezze con cui Donnarumma ha salvato lo 0-0, decisamente prezioso per una squadra in cerca della salvezza come quella di Ranieri.

Solida e ordinata, la Sampdoria non si è fatta distrarre dall’atmosfera di San Siro, in attesa di Ibrahimovic come di un messia. L’entusiasmo per il ritorno non ha cancellato le scorie dello 0-5 da incubo a Bergamo con cui si è chiuso il 2019 del Milan, che ha uno dei peggiori attacchi del campionato e ancora una volta si è mostrato senza equilibrio, povero di idee e soluzioni: Piatek e Suso sono stati quasi fantasmi (ben contenuti dalla difesa doriana retta da Chabot e Colley), Krunic ha commesso troppi errori e Calabria è andato spesso in difficoltà.

Paquetà gioca solo una decina di minuti, Bennacer e Hernandez sono fra i pochi sufficienti in una squadra che ha consentito numerosi contropiede alla Samp. I liguri avrebbero potuto fare il colpo in trasferta se Gabbiadini avesse avuto freddezza in almeno tre occasioni, e alla fine lasciano San Siro con cinque ammoniti e gli infortuni di Ramirez e Depaoli, che hanno bruciato due cambi nel primo tempo. Il cambio più atteso del pomeriggio arriva al 10' della ripresa. Un boato saluta il ritorno in campo a San Siro di Ibrahimovic, 2.794 giorni dopo la sua ultima apparizione rossonera. Pioli lo inserisce per Piatek, con Leao al posto di Bonaventura per dare una spalla allo svedese, che in pochi minuti dà la scossa all’attacco. A parte un paio di scatti, gioca al piccolo passo, ma la qualità dei colpi è limpida, peccato che Krunic e Leao non sfruttino i suoi assist. La superstar trentottenne sgrida il giovane portoghese, e applaude Suso mentre tutto San Siro lo fischia per l’ennesimo errore. Alla fine Ibrahimovic pare il più arrabbiato per il pareggio, il quarto per il Milan in casa, dove ha superato solo Brescia e Spal. Troppo poco ancora per sperare di agganciare la zona Europa.

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