Al via la Biennale di Antiquariato


ARTE/DA PANINI A BURRI A PALAZZO VENEZIA DA DOMANI AL 3 OTTOBRE


ROMA. La veduta del Pantheon con quel fascio di luce firmato da Giovanni Paolo Panini e la bellissima donna nuda ritratta da Giovanni Boldini. I tormenti caravaggeschi e i volti dei Carracci, le grandi allegorie seicentesche appena riportate in Italia dalla Francia, ma anche piccole preziosissime acquasantiere in diaspro rosso e verde di Sicilia, il Concetto spaziale di Lucio Fontana, la Muffa di Burri, le geometrie di Atanasio Soldati. E’ un lungo viaggio nell’arte, salotto dopo salotto, stile dopo stile, la decima edizione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma che torna a Palazzo Venezia da domani 29 settembre al 3 ottobre. “E’ una delle edizione più belle - racconta all’Ansa il Presidente Cesare Lampronti - Il settore oggi soffre, ma proprio quando si è in difficoltà, gli antiquari indossano l’abito migliore”. In tutto quest’anno, spiega l’organizzatore della Biennale, Luigi Michielon, “abbiamo 32 gallerie nazionali e internazionali, scelte con una doppia selezione della commissione interna e, per la prima volta, con un vetting del Ministero, tra dipinti, sculture, ma anche arredi, oggetti preziosi”. Si va da capolavori della scultura romana, come le quadrighe scolpite sui sarcofagi del III d.C, agli argenti della scuola napoletana e poi le tappezzerie liberty a fiori fino al pieno ‘900 con le Linee Andamentali di Giacomo Balla. “Attraversare queste sale - racconta l’antiquaria Alessandra Di Castro - è un po’ riscoprire come erano allestiti i salotti del Sei-Settecento romano. D’altronde Roma è ancora la città del Grand Tour e anche questo è un modo per stimolare un collezioni- smo nuovo, vivace, fresco, che riesca ad attirare i giovani”. E se c’è chi, come Sascha Mehringer, arriva da Monaco proprio per il piacere di partecipare “a una mostra nella città d’arte che ha le più belle opere del mondo”, c’è chi, come Marco Fabio Apolloni, ha riportato in Italia dalla Francia “quattro tele di Francesco Albani, che erano a Palazzo S. Croce nel ‘600. Sicuramente - dice- ne potrei ricavare molto di più all’estero, ma preferisco che tornino nel nostro Paese. Così come è importante che Roma abbia una grande Biennale antiquariato perché è qui che sono nate tutte le grandi collezioni d’arte”. Ma come sta il mercato in Italia oggi? “La situazione non è incoraggiante - risponde Lampronti - Siamo uno dei Paesi dove l’arte è più sentita e invece fare l’antiquario è sempre più difficile. Insieme alla Grecia, siamo gli unici due Paesi che non hanno aderito a Maastricht” e ora siamo “schiacciati tra vincoli, tempi biblici per i permessi di libera circolazione e la paura dei controlli del Fisco. Gli investitori stranieri, così, non sono incoraggiati. Pensi che invece in Francia è lo Stato che sta cercando un acquirente per un Caravaggio: avrà uno sgravio fiscale dell’80%. Così si aiuta un settore”. Alla Biennale, invece, dice senza nascondere il disappunto, arriva anche l’imposizione di un vetting. “Annunciare che ‘finalmente’ c’è un vetting come ha fatto la soprintendente Gabrielli - dice - fa pensare più al Soviet. Non c’è bisogno di vigilanza per noi, semmai per qualcun’altro”.Poi Lampronti torna a parlare delle “500 mila famiglie che lavorano in questo settore tra antiquari, restauratori, fotografi, espositori, corniciai... Il settore va aiutato”. E lancia un invito: “La moda ora porta più verso il contemporaneo. Ma con 50-100 mila oggi si può comprare una fotografia, agli stessi prezzi con l’arte antica si fanno ottimi acquisti”.


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