Albania, si scava tra le macerie

TERREMOTO DEVASTA DURAZZO: SCOSSE A RIPETIZIONE E ALMENO TRENTA MORTI. DECINE DI DISPERSI



DURAZZO. La terra continua a tremare in Albania, dove il bilancio del violento terremoto di martedì notte è salito a 30 morti e dove centinaia di soccorritori - in prima linea le squadre arrivate dall'Italia - scavano a mani nude in una corsa contro il tempo, con le speranze di trovare sopravvissuti sotto le macerie che si fanno sempre più esili. I lutti nel Paese delle Aquile hanno colpito tanti, anche il premier Edi Rama: tra le vittime c'è la fidanzata del figlio, morta nel crollo di una palazzina assieme al padre, alla madre e al fratello. Una famiglia sterminata. Il governo ha proclamato lo stato di emergenza a Tirana e a Durazzo, mentre la comunità internazionale cerca di far sentire il suo sostegno: "Sono vicino alle vittime. Che il Signore benedica questo popolo al quale voglio tanto bene", ha detto Papa Francesco. A Durazzo, dove il suolo si è sollevato di 10 centimetri, i soccorritori scavano soprattutto in tre siti. In periferia c'è una palazzina di quattro piani rasa al suolo. Al lavoro ci sono i Vigili del Fuoco italiani. "Le nostre squadre stanno scavando oramai interrottamente da martedì. È una situazione molto, molto difficile", dice il responsabile comunicazione dei Vigili, Luca Cari. "Qui ci sarebbero 6 dispersi: tre bambini, due donne e un uomo", precisa il responsabile. A Durazzo, sono schierati "160 vigili del Fuoco italiani, con 60 mezzi, due team Usar della Toscana e del Lazio". Nell'area si susseguono le scosse di assestamento: "Abbiamo sentinelle prefigurate per dare l'allarme a chi sta lavorando per poter fuggire", spiega Cari. La palazzina è interamente collassata: 4 piani di edificio sono ora ridotti a un paio di metri di altezza di macerie. La popolazione segue in silenzio le operazioni di scavo: in un edificio accanto a decine aspettano disperati. Molti piangono, altri si raccolgono intorno agli anziani. I cani delle unità cinofile vengono utilizzati per rintracciare i segni vitali dei sopravvissuti. Qualche chilo- metro più in là, nei pressi dello Stadio di Durazzo dove sono state allestite le tende per gli sfollati e i soccorritori sono alle prese con una situazione non meno tragica. È crollata una palazzina di sei piani, si tenta di farsi largo tra i detriti, ma si vede a occhio nudo che è un'impresa titanica. A sorpresa arriva il presidente albanese, Ilir Meta. "Voglio ringraziare il popolo italiano e le sue istituzioni per il grande contributo in questa tragedia", dice. "Il ringraziamento è doveroso non solo per le squadre altamente professionali che sono al lavoro in questo momento, ma per tutto quello che l'Italia sta facendo per affrontare questa" tragedia. Passa una mezz'ora e scoppia un altro finimondo. Sulle macerie della palazzina, il brusio dei residenti oscilla tra l'euforia e il terrore che venga estratto un altro cadavere. Ma quando tutto sembra essere pronto si scatena il panico per un'altra scossa, fortissima: la magnitudo è di 5.6. Le operazioni vengono temporaneamente sospese. Una pausa che dura poco: i soccorritori tornano subito al lavoro. "Continueremo a scavare, continueremo fino alla fine", assicura un italiano stremato mentre su Durazzo cala un'altra brutta notte.

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