Aleppo, colpito un ospedale


SIRIA/CONTINUANO I BOMBARDAMENTI, LA RUSSIA MINACCIA GLI STATI UNITI


MOSCA. Mosca ha messo le mani avanti: un attacco “diretto” degli Usa contro le forze armate siriane farebbe precipitare la situazione, una vera e propria “faglia tettonica” non solo per la Siria ma per “l’intera regione”. Maria Zakharova - energica portavoce del ministero degli Esteri russo - è nota per il fraseggio spigoloso, tutt’altro che diplomatico: non è la prima volta che si rivolge a Washington con toni minacciosi. Detto questo, al netto dello stile, la situazione è tesa. E ad Aleppo la tragedia continua. Il principale ospedale di Aleppo - chiamato M10 - è stato infatti colpito da almeno due barili-bomba. Lo ha detto una fonte della ong Syrian American Medical Society, che opera nella città in parte ancora delle mani dei ribelli anti-governativi, citata dall’Independent. Non è chiaro chi sia stato a compiere il bombardamento ma nelle ultime settimane vi sono stati frequenti attacchi delle forze fedeli a Damasco a strutture ospedaliere. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani i raid aerei avrebbero colpito anche un piccolo ospedale da campo nel quartiere di Sakhur. E una persona sarebbe rimasta uccisa. “La situazione ad Aleppo è drammati- ca, da quattro giorni sono riprese le ostilità e le violenze”, ha scritto Boutros Marayati, arcivescovo di Aleppo, in un messaggio inviato a Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e reso noto dall’arcidiocesi emiliana. “La tregua è finita e sono ricominciati i bombardamenti sulla città con una ferocia terribile. Sono tante le vittime fra i civili, soprattutto fra i bambini”. È uno scenario che pesa. Non a caso il segretario di Stato americano John Kerry ha ammesso tutta la sua frustrazione in unaconversazione a porte chiuse con un gruppo di civili siriani - i cui contenuti sono stati resi noti al New York Times - lamentando la “mancata volontà di minacciare un’azione di forza” da parte di Washington. I russi lo sanno e sottolineano codecisione il loro punto di vista. Senza governo, spiega Zakharova, si creerebbe “a Damasco un vuoto di potere”, che sarà riempito da “terroristi di ogni sorta”, vi- sto che la cosiddetta opposizione moderata “in realtà moderata non è” ma è invece composta da “estremisti”. “E con loro non sarà possibile trattare”, nota la portavoce. Che prevede per la Siria, a quel punto, uno ‘scenario ira- cheno’. “Sappiamo - sottolinea - che l’esercito (sconfitto e umiliato) di Saddam Hussein è diventato la base dello Stato Islamico: tutto ciò che la coalizione guidata dagli Stati Uniti e la Russia stanno combattendo ora comincia da lì”. L’interventismo americano - è il tasto su cui bat- te Mosca a piè sospinto - ha insomma già creato abbastanza problemi in Medio Oriente.


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