Aleppo est sarà distrutta entro Natale


SIRIA/E’ QUANTO ASSERISCE L’INVIATO SPECIALE DELL’ONU DE MISTURA SE NON CESSERANNO I BOMBARDAMENTI


BEIRUT. Se i bombardamenti continueranno al ritmo attuale, "Aleppo est sarà totalmente distrutta entro due mesi o due mesi e mezzo, e migliaia di persone saranno morte mentre noi festeggeremo il Natale". A lanciare l'allarme è stato ieri l'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura, proponendo al contempo una via d'uscita per evitare il peggio: da una parte i miliziani qaedisti del Fronte Fatah ash Sham (ex Al Nusra), che ha stimato in non più di 900, devono lasciare l'area assediata e dirigersi ver- so Idlib, dall'altra le forze siriane e russe devono cessare i raid e permettere il loro passaggio. Nel frattempo l'Isis ha com- piuto una nuova clamorosa azione militare nel nord-ovest della Siria, nei pressi della fron- tiera con la Turchia. Ventinove ribelli sostenuti daAnkara sono stati uccisi nella località di At-meh da un'autobomba condot- ta da un attentatore suicida, secondo l'agenzia Aamaq, megafono dello Stato islamico. Ad Aleppo est, controllata dagli insorti, sono 376 le persone uccise e 1.266 quelle ferite nei bombardamenti delle ultime due settimane, secondo Jan Egeland, consigliere di De Mistura per gli affari umanitari. Raid che hanno colpito anche ospedali e forni per il pane. Nella parte della città assediata rimangono operativi solo sei ospedali e 30 medici, ha detto ancora Egeland, che ha poi lanciato un appello perché vengano lasciati evacuare dalla città 200 feriti già identificati che hanno urgente bisogno di essere curati. "Altrimenti - ha sottolineato - moriranno dissanguati". Secondo de Mistura ad Aleppo est rimangono 8.000 ribelli, tra i quali appunto 900 qaedisti. Proprio con la necessità di colpire questi ultimi, la Russia e il governo siriano giustificano la prosecuzione dei raid. Rivolgendo l'appello ai miliziani exAl Nusra perché lascino la città, l'inviato dell'Onu ha detto di essere pronto ad accompagnarli "fisicamente". Poi si è rivolto a Damasco e Mosca: "Siete veramente decisi a distruggere la parte orientale dell'antica città di Aleppo per eliminare un migliaio di miliziani di Al Nusra?". Ma Mosca risponde affermando che, dall'inizio dei suoi bombardamenti in Siria, un anno fa, "una parte consistente del suo territorio è stato liberato dai gruppi di terroristi internazionali".Ad affer- marlo è stato il ministro della Difesa, Serghiei Shoigu, ammettendo che la campagna di Siria ha permesso anche alla Russia di testare armi moderne, che hanno rivelato la loro "affidabilità ed efficienza". E intanto l'agenzia Ria Novosti annuncia che una terza corvetta lanciamissili russa, la Mirazh, è partita da Sebastopoli alla volta del Mediterraneo per unirsi ad altre due che hanno già effettuato alcuni lanci. Allo stesso tempo il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov ha assicurato che "la Russia e le autorità siriane sono pronte a eseguire la loro parte degli accor-

di" tra Mosca e Washington, sia "per il cessate il fuoco sia per l'accesso umanitario" ad Aleppo. Inoltre, il capo della di- plomazia russa ha sottolineato che i contatti diplomatici con gli Usa non sono interrotti e che anzi proprio lui stesso ha parlato mercoledì con il segretario di Stato John Kerry. E il capo del Cremlino, Vladimir Putin, parlerà di Siria e Ucraina in un incontro a Parigi con il presidente francese Francois Hollande il 19 ottobre. Ma intanto raid governativi e russi sui quartieri orientali di Aleppo, così come colpi di artiglieria dei ribelli su quelli occidentali, sono continuati anche ieri .


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