Aleppo nelle mani dei lealisti


SIRIA/MIGLIAIA DI CIVILI SENZA ACQUA, CIBO E MEDICINE. IL PAPA AD ASSAD: FERMARE LA GUERRA


BEIRUT. Di fronte al dramma delle centinaia di migliaia di civili siriani di Aleppo est rimasti sotto continui bombarda- menti governativi senza acqua, cibo e medicine, Papa Francesco ha lanciato oggi un appello presidente siriano Bashar Assad per "garantire che il diritto umanitario internazionale sia pienamente rispettato per quanto riguarda la protezione dei civili e l'accesso agli aiuti umanitari". I quartieri orientali di quella che era la più popolosa città della Siria sono di fatto caduti in mano alle forze lealiste, sostenute da Russia e Iran. Chi vi rimane descrive la situazione "terribile". E i generali di Damasco affermano che "è ormai questione di ore" per la resa finale. All'ombra di queste notizie, il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico a Damasco, è stato oggi ricevuto da Assad e ha consegnato una lettera scritta da Bergoglio. Nella missiva, il pontefice ha espresso il suo appello di "porre fine alla violenza, e per la risoluzione pacifica delle ostilità", condannando "ogni forma di estremismo e il terrorismo da qualunque parte possano venire". Papa Francesco aveva ieri chiesto di "non dimenticare che Aleppo è una città, che lì c'è della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate" Dal comando russo hanno annunciato che il 96% di Aleppo est è in mano ai governativi, e che i miliziani anti-regime sono asserragliati in un fazzoletto di terra che non supera gli 8,5 chilometri quadrati. Da Mosca affermano che dall'inizio dell'offensiva, il 15 novembre scorso, "oltre 100mila civili" sono stati evacuati da Aleppo est. L'Onu aveva documentato la presenza di 275mila civili ad Aleppo est prima dell'avvio dell'offensiva. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) riferisce dell'uccisione in raid aereie di artiglieria effettuati da metà novembre, di 415 civili di Aleppo est e di 364 miliziani anti-regime. Altri 130 civili sono stati uccisi, afferma l'Ondus, in bombardamenti di artiglieria degli insorti contro quartieri di Aleppo ovest in mano ai lealisti. Nell'altra guerra siriana, combattuta contro l'Isis, si registra l'avanzatadei jihadisti su Palmira, località strategica perché ricca di giacimenti di gas naturale e nota per il sito archeologico patrimonio dell'Unesco. Le forze governative hanno ammesso di essersi ritirate da Palmira sabato scorso. E militari lealisti, sui profili dei social media, lamentano il mancato sostegno aereo russo. La Russia, che giustifica bombardamenti contro i civili ad Aleppo est nella "lotta al terrorismo", motiva l'assenza di raid aerei su Palmira per "non colpire i quartieri abitati". Mosca rilancia invece le accuse agli Usa, colpevoli agli occhi russi di non aver impegnato abbastanza l'Isis sul fronte di Raqqa nel nord. Il ministero della Difesa russo afferma che i jihadisti hanno attaccato Palmira "con 5mila uomini" provenienti da Raqqa e Dayr az Zor. Eppure dalla zona di Raqqa giungono altre notizie drammatiche: l'Ondus afferma di aver documentato l'uccisione di almeno 21 civili uccisi, tra cui donne e bambini, in raid aerei - non precisati - nell'area di Raqqa. E le forze curde sostenute dagli Usa affermano di essere avanzate sul fronte di Raqqa. Altri raid aerei hanno colpito - sempre secondo l'Ondus - una zona in mano all'Isis a est di Hama, nella Siria centrale, nel distretto di Aqerabat. E secondo l'Osservatorio, almeno 53 civili tra cui 20 minori e diverse donne sono stati uccisi "con gas tossici". Altre fonti affermano che nei raid su Aqerabat sono "morte 85 persone". Le in- formazioni non possono essere verificate in maniera indipendente.


AmericaOggi.us Tutti i diritti riservati

Crea un account
e ottieni contenuti esclusivi e molto altro