Alfano: “Prima gli italiani”



ROMA. Giusto che i profughi lavorino, invece di “passare il tempo aspettan- do i pasti”, ma “la regola è che si dà sempre e comunque precedenza agli italiani”.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sostiene la proposta del capo Dipartimento Immigrazione del Viminale, prefetto Mario Morcone e ‘ruba’ uno slogan (“prima gli italiani”) alla Lega. Ma dal Carroccio arriva un bombardamento ad alzo zero: l’ipotesi è “folle ed inaccettabile” e Morcone è “da licenziare e mandare su un barcone”. In una giornata che ha vi- sto in 11 diverse operazio- ni di soccorso nel Canale di Sicilia il recupero di 5 copri e il salvataggio di 534 migranti, stipati a bordo di due gommoni e di 9 piccole imbarcazioni. In realtà quella di far lavorare i richiedenti asilo non è una novità di oggi. Già una circolare del Viminale risalente al novembre 2014 invitava tutti i prefetti a far svolgere attività di volontariato gratuite agli ‘asilanti’, perché “l’inattività dei migranti si riverbera negativamente sul tessuto sociale ospitante”.

Coinvolgendo i migranti in attività di pubblica utilità a favore delle popolazioni locali, indicava il documento, “si assicurano loro maggiori prospettive di integrazione nel tessuto sociale del nostro Paese, scongiurando un clima di contrapposizioni nei loro confronti”.

Alfano è tornato a sponsorizzare l’idea. “Occorre - ha sottolineato - che i profughi diano una mano d’aiuto nelle città in cui vivono, attraverso convenzioni con associazioni di volontariato e realizzando risultati che possano essere di utilità sociale. Bisogna evitare - ha aggiunto - che queste persone passino il tempo ad aspettare i pasti e che appaiano un peso per le comunità, che possono pensare che i profughi stanno qui all’infinito sen- za fare nulla”.

Ma la regola, ha precisato, “è che nei lavori si dà sempre e comunque precedenza agli italiani”.

E la spesa, comunque, “va scomputata dai costi di accoglienza, deve essere a saldo invariato riguardo ai costi per la comunità”. Non si fa attendere la risposta della Lega. Affidare ai rifugiati lavori socialmente utili?. Il segretario Matteo Salvini invita a spiegarlo “ad uno dei 4 milioni di italiani disoccupati... Questo è fuori, io lo licenzierei e lo metterei su un barcone!”. Il senatore Roberto Calderoli definisce la pro- posta di Morcone “folle e inaccettabile”.

Per il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, “Morcone do- vrebbe occuparsi princi- palmente di identificare ed espellere i clandestini. La sua proposta non è accettabile”.

Ed il presidente del Copasir Giacomo Stucchi ricorda che l’ipotesi “riguarderebbe il 30% dei migranti, tra rifugiati e protezione temporanea si arriva a queste percentuali. C’è un 70% di soggetti che in- vece deve essere immedia- tamente rimpatriato, perché non ha nessun titolo per rimanere nel nostro Paese”. Insorge anche Forza Italia.

Per il senatore Maurizio Gasparri “in realtà il Viminale più che il ministero dell’Interno italiano, con Morcone sembra il ministero dell’Africa”. Per il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, “il Governo Renzi-Alfano si è trasformato nell’ufficio di collocamento di immigrati e sedicenti profughi: non bastava pagare loro vitto e alloggio con i soldi degli italiani, ora vuole addirittura dare loro un lavoro coinvolgendo i Comuni in cui sono ospitati”.

Il presidente dell’Anci, Piero Fassino, coglie l’occasione per invitare il Governo a convocare il Tavolo immigrazione istituito con la Conferenza Regioni e l’Anci “per concertare e condividere le misure legislative e operative più utili e necessarie a dotare l’Italia di un Piano nazionale Profughi”. Infine, sul fronte burkini, Alfano ribadisce la sua contrarietà ai divieti. “Noi - osserva - siamo severi, facendo controlli, arresti e espulsioni, ma non facciamo provocazioni su questioni che non investono l’ordine pubblico, realizzate come atto ideologico e che possono apparire come provocazioni che possono attirare reazioni violente”.


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