Alitalia: chieste altre 8 settimane, spettro liquidazione



ROMA. Dall'assetto azionario al partner industriale, dalla governance al piano definitivo, mancano ancora diversi tasselli per completare il rebus Alitalia. Per questo Fs e Atlantia hanno chiesto almeno altre 8 settimane per definire l'offerta vincolante. La richiesta è scritta nero su bianco nella lettera inviata ai commissari straordinari. Ma in attesa delle loro valutazioni, la questione è anche politica: tocca infatti al Governo decidere come andare avanti, sapendo che i tempi supplementari potrebbero richiedere un nuovo esborso di soldi pubblici e che l'alternativa è la liquidazione. La necessità di ulteriori approfondimenti è stata evidenziata all'unisono da Fs e Atlantia martedì dopo i rispettivi consigli di amministrazione e poi quantificata nella lettera condivisa inviata ai commissari e agli advisor. "Riteniamo - si legge nelle missiva - che siano indispensabili almeno otto settimane di negoziazione prima di poter presentare una eventuale offerta vincolante da parte degli attuali interlocutori". Una richiesta molto estesa, che riflette i tanti nodi ancora irrisolti e le questioni che si intrecciano a questo dossier (come il tema concessioni per Atlantia). E che crea incertezza e preoccupazione tra i lavoratori, con i sindacati che chiedono al Governo di "assumere la regia dell'operazione - dice il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito - per finalizzarla positivamente". La lettera è ora sul tavolo dei commissari, che già da tempo bacchettano i soggetti a fare presto: in queste ore la stanno esaminando per elaborare le considerazioni da inviare al Ministero dello sviluppo economico, la cui decisione, salvo sorprese, è attesa non prima di domani. "Siamo in attesa di avere comunicazioni. A quel punto col ministro Patuanelli si deciderà su come proseguire", spiega la ministra dei Trasporti Paola De Micheli, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera, dove ha anche chiarito che le revisioni delle concessioni autostradali "devono essere realizzate con degli obiettivi e non devono essere punitive nei confronti di qualcuno". Proprio Patuanelli fino a qualche giorno fa richiamava la cordata a presentare l'offerta vincolante entro il termine ed escludeva la necessità di nuova liquidità. Ma se venisse concessa una nuova proroga (sarebbe la settima), a quel punto potrebbe essere necessario anche un nuovo prestito ponte (di 250-350 milioni) per garantire l'operatività della compagnia fino al closing. Se verrà accordato un altro slittamento, le trattative ripartiranno dal confronto con Delta, cui i partner italiani chiedono una partecipazione azionaria superiore al 10% (nei comunicati post cda si parla di "quota significativa") e un "ruolo determinante" nell'attuazione del piano industriale. Sembra invece quasi completamente fuori dai giochi Lufthansa (anche se le sigle riunite nell'Fnta chiedono di approfondire entrambe le opzioni dei due possibili partner) che torna a ribadire la disponibilità ad una partnership commerciale, ma risponde con un "no comment" su speculazioni come la possibilità di entrare nell'azionariato. Tra i nodi da approfondire nelle prossime settimane ci sono anche la composizione dell'azionariato (Fs e Atlantia dovrebbero avere una quota di minoranza intorno al 35%, Mef al 15%) e la scelta del top management. Oltre al tema scottante, da definire nel piano industriale, degli esuberi, che potrebbero arrivare a 2.800.

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