Alitalia: il tempo stringe

DUE SETTIMANE DI TEMPO PER TROVARE NUOVI SOCI. DI MAIO OTTIMISTA: A BREVE NOVITÀ

di Enrica Piovan



ROMA. Due settimane di tempo per trovare nuovi soci disponibili a investire circa 400 milioni nella nuova Alitalia. E’ questa la sfida che si trovano davanti le Ferrovie dello Stato e tutto il Governo per non far fallire il progetto per ‘rilanciare’ l’ex compagnia di bandiera. Una missione non facile, visto che in questi 5 mesi le tessere raccolte permettono di completare solo il 60% del puzzle. E i contatti dell’ultimo mese (con China Eastern e Atlantia) non si sa- rebbero ancora concretizzati. Ma alle preoccupazioni crescenti, che agitano dai sindacati alla politica e che Il Messaggero traduce nel titolo “Salta la cordata” risponde indirettamente il vice- premier Luigi Di Maio, assicurando novità positive a breve. “A chi è preoccupato dico che ci saranno novità positive: siamo alle battute finali per arrivare ad un rilancio e non ad un salvataggio”, assicura Di Maio: “Le prossime settimane saranno decisive come per altro previsto dalle scadenze individuate”. Le deadline sono il 30 aprile per la presentazione da parte di Fs e Delta dell’offerta vincolante e del piano industriale e il 30 giugno per la restituzione dei 900 milioni (più interessi) del prestito ponte. “Spero di essere l’ultimo ministro che si occupa della crisi di Alitalia”, dice ancora il vicepremier grillino, sottolineando che “sta andando tutto bene”, la compagnia è “competitiva” e ci sono “buone opportunità di chiudere il piano industriale”. Non si sbilancia invece sulle quote di partecipazione (“aspettiamo il piano industriale”), ma conferma che lo Stato ci sarà (“A noi serve restare dentro”, per l’occupazione e le strategie turistiche). Al momento la bozza di newco per la nuova Alitalia (che dovrebbe avere una dotazione iniziale di circa 1 miliardo) vede Fs con una quota fino al 30%, l’americana Delta al 10-15%, il Mef al 15%: manca ancora un 40% per il quale si stanno sondando vari soggetti. In particolare, Delta starebbe lavorando per convincere China Eastern, partecipata della compagnia americana. Contatti ci sarebbero stati anche con Atlantia e secondo alcuni la partita non sarebbe ancora chiusa, ma dalla società fanno sapere che non ci sono novità e ricordano che da tempo Atlantia si è detta non interessata alla compagnia. Intanto in Alitalia ci sono in cassa poco meno di 500 milioni più i depositi (la cassa a fine febbraio, secondo i numeri forniti dai commissari, è di 486 milioni) e con que- sta liquidità, fanno sapere dall’azienda, si arriva tranquillamente fino all’anno pros- simo. Cresce tuttavia la preoccupazione intorno al dossier. Il Messaggero parla di cordata a rischio e di possibile vertice d’urgenza del Governo. I sindacati tornano a sollecitare una convocazione e si preparano alla mobilitazione di tutto il settore. Il Pd cavalca l’allarme: il Governo ha “abbandonato al proprio destino Alitalia”, accusa il segretario Zingaretti, che chiede all’esecutivo di riferire in Parlamento. E mentre sul dossier si gioca anche una par- tita politica, con M5s e Lega (scesa in campo con il sottosegretario alle infrastrutture Armando Siri) che guardano all’avvicinarsi delle elezioni, sullo sfondo resta sempre Lufthansa, che spera di beneficiare di un eventuale fallimento dell’operazione.

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