Alla prova del voto in Iowa

CASA BIANCA 2020/BIDEN E SANDERS FAVORITI ALLE PRIMARIE DEMOCRATICHE



DES MOINES (Iowa). "Welcome to the political revolution". "Biden work for America": sono gli slogan all' ingresso dei quartieri generali di Bernie Sanders e Joe Biden a Des Moines, capitale dell'Iowa, lo stato rurale del Midwest che con la sua lunga notte dei caucus oggi darà il calcio d'inizio alle lunghe primarie democratiche per la Casa Bianca. Dopo mesi di comizi, dibattiti tv, spot, endorsement, raccolte fondi e tante polemiche, per i due frontrunner sarà la prima prova del voto. Un voto che in genere incorona il futuro vincitore della nomination. Anche l'ultimo sondaggio della Cbs, dopo lo stop a quello attesissimo Des Moines Register-Cnn per l'esclusione dalla lista delle preferenze dell'ex sindaco di South Bend Pete Buttigieg, conferma che i favoriti sono sempre loro: il senatore socialista del Vermont e l'ex vicepresidente, in un testa a testa col 25% ciascuno. Terzo proprio Buttigieg, col 21%, seguito dalla senatrice progressista Elizabeth Warren (16%). La sua collega Amy Klobuchar è ferma al 5%, mentre gli altri cinque candidati sono sotto questa soglia. Fuori concorso per ora il miliardario Michael Bloomberg, che scende in campo direttamente nel Super Tuesday del 3 marzo ma già protagonista domenica di un duello con Donald Trump nel Super Bowl, dove i due tycoon si sono sfidati a colpi di spot milionari. Ed è proprio l'ex sindaco di New York che il presidente ha attaccato via Twitter, accusando 'mini Mike' e il partito democratico di voler strappare nuovamente la nomination a 'Crazy Bernie', cambiando ad esempio le regole per far partecipare Bloomberg ai prossimi dibattiti in tv. Dai caucus in Iowa uscirà una prima risposta della base democratica sulla contrapposizione tra candidati progressisti come Sanders e Warren, che agitano i fan promettendo la "rivoluzione" o "cambi strutturali", e quelli moderati come Biden, Buttigieg, Klobuchar (e da marzo Bloomberg), convinti che una piattaforma radicale sia perdente nelle elezioni generali, soprattutto nel Midwest. Il voto di oggi indicherà anche chi, nei due campi, ha più consenso. Pur in testa ai sondaggi, Biden continua a raccogliere meno soldi dei suoi rivali e ad attrarre poche decine di persone ai comizi, per lo più anziane. Anche il suo quartier generale non brulica di gente. Al primo tentativo la stampa è respinta, il giorno dopo qualcuno accetta di parlare. "Ci siamo concentrati sulle piccole città rurali dell'Iowa e su quelle più industrializzate nell'estremità orientale dello stato", spiega un dirigente. "Abbiamo puntato sulla working class, sugli elettori non laureati, sui cattolici moderati e sulle piccole ma crescenti minoranze, oltre a indipendenti e repubblicani delusi", aggiunge. Aria di vittoria? "Lunedì la gara inizia, non finisce", si schermisce, facendo capire che a Joe basterebbe avere un buon podio.

"Perché Biden? Perché ha l'esperienza giusta, è l'unico che può unire il Paese e battere Trump", spiega David, un giovane volontario. "Il confronto con Barack? Di Obama non ce n'è uno ogni quattro anni", sorride. Continuano invece i bagni di folla per Sanders, che ha sbaragliato tutti i rivali in Iowa registrando sabato sera a Cedars Rapids un numero record di 3000 persone in un comizio con concerto dei Vampire Weekend. Nel suo quartier generale ci sono volontari di ogni sorta, che rappresentano uno spaccato della diversità ma anche della rigidità e radicalità della sua base. "Se vuoi sconfiggere non solo Trump ma il trumpismo devi andare a sinistra", spiega James, 33 anni, giornalista freelance di New York ora volontario. "La scommessa è fare una rivoluzione politica, il socialismo, che consente di risolvere problemi come quello dell'immigrazione, della gratuità della sanità e dell'università", gli fa eco un altro volontario, Diego, 22 anni, figlio di immigrati messicani. "Votare la Warren se Bernie perde? Mai, troppo machiavellica e senza l'integrità di Sanders. O lui o nessun altro", giura. Una posizione che qui sembra diffusa tra i 'sanderisti' e che rischia di dividere ulteriormente la base dem indebolendo il futuro nominee

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA