Alla ricerca di una soluzione



MIGRANTI/APPUNTAMENTI CRUCIALI PER L’EMERGENZA, SI COMINCIA DA PARIGI

ROMA. Prima il vertice tra Italia, Francia, Germania convocato per oggi a Parigi e al quale parteciperà anche il commissario per gli affari interni Ue Avramopoulos; poi un dibattito in plenaria al Parla- mento europeo in programma mercoledì a Strasburgo con i presidenti di Commissione e Consiglio europeo Juncker e Tusk; infine giovedì e venerdì il Consiglio Affari Interni a Tallin, in Estonia. L'agenda sull'emergenza migranti vede tre appuntamenti cruciali alla ricerca di una difficile soluzione, così come delica- ta da percorrere è la strada del blocco dei porti alle navi straniere, su cui si affaccia anche l'opzione Malta come una delle strade da battere. E' un dato di fatto che i nu- meri registrino ormai una crescita esponenziale. L'ultimo sbarco di queste ore ha portato a Catania su una nave militare svedese 650 persone: a bordo anche nove morti. Il Viminale certifica che nei primi sei mesi dell'anno sono sbarcati 83.360 migranti, con un balzo del 18,7%. E solo durante lo scorso fine settimana, ri-porta lUnhcr, sono arriva- ti 12.600 tra immigrati e rifugiati. Dagli incontri tra i 'grandi' dei prossimi giorni il ministro dell'Interno, Marco Minniti, vuole portare a casa un protocollo di azione per le navi delle Ong straniere e una più equa distribuzione dei migranti che arrivano via mare. Ma le affermazioni arrivate dall'Estonia, tramite il ministro dell'interno Andres Anvelt, fanno temere per l'incontro di Tallin. Anvelt, che guiderà i lavori dei colleghi Ue, ha detto a chiare lettere: "Non daremo nessuna risposta, ma ascolteremo l'Italia" per vedere "come affrontare la questione della protezione delle frontiere, dei porti e le relazioni con la Libia". Parole che hanno indotto Minniti a preparare il terreno con i ministri degli Interni di Francia e Germania nell'incontro di Parigi convocato domani alle 20. L'obiettivo dell'Italia è strappare un'intesa preliminare a tre per arrivare in Estonia con unpiano chiaro e il segnale arrivato dalla Francia, che si è offerta di ospitare l'incontro, è interpretato come un buon inizio. Ci sarà anche Avramopoulos e si delineeranno in via preliminare le strade da percorrere perché Ue e Stati membri sostengano l'Italia: sblocco di fondi, lavoro con i Paesi di origine in Africa, aiuti nelle operazioni di registrazione delle persone già presenti nel Paese e possibili candi- dati all'asilo. Resta in piedi anche l'ipotesi di ragionare sui porti e l'approdo delle navi straniere. La questione è complessa. Da quanto si apprende, non risultano arrivate a Bruxelles richieste italiane per cambiare il mandato dell'operazione congiunta di Frontex Triton per superarne i vincoli e far sbarcare le navi dell'operazione anche in altri Stati dell'Ue: questo, per altro, è tutt'altro che semplice, perché richiederebbe l'accordo di tutti gli Stati parteci- panti. Ma il vero obiettivo non sono le navi Frontex, ma piuttosto quelle delle Ong con bandiera straniera. E la distinzione da fare è quella tra soccorso in mare, con relativi obblighi, e accoglienza. Se le norme impongono di soccorrere chi è in pericolo di vita in mare portandolo nel porto sicuro più vicino, anche altri tra i 28 stati Ue potrebbero essere chia- mati in causa, come Malta. Mentre sul piano dell'accoglienza, si lavora per riprendere in mano gli accordi di rilocation, restati lettera morta.


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