Allan: mastino napoletano



L’ANALISI/IL BRASILIANO RECUPERA PALLONI, COSTRUISCE E GIOCA A TUTTO CAMPO

NAPOLI. Quanto talento, quanta intelligenza e quanta tecnica ci vogliono per recuperare palloni una partita dietro l’altra? In realtà ormai sappiamo benissimo quanto sia importante avere in squadra giocatori come Allan, e se qualcuno avesse bisogno di un promemoria può andare a guardarsi la partita di sabato di Allan contro il Milan. Certo è stata la partita di Zielinski, lo è per forza di cose quando un giocatore segna un gol di destro e uno di sinistro, i due con cui la sua squadra ha rimontato da 0-2 a 2-2, ma è stata anche la partita di Allan, che al momento sembra di gran lunga il giocatore più a proprio agio nel centrocampo di Ancelotti. Allan ha recuperato 9 palloni (meglio di lui ha fatto solo Zielinski, con 11), ha vinto e perso 3 contrasti, ha dribblato 4 volte ed è stato il giocatore con più palloni toccati (88) di tutta la partita. Basterebbero questi numeri a certificare una serata per lui niente affatto banale, ma va considerato anche il numero di occasioni create: 5. Il che ci riporta a Sarri e a una considerazione necessaria prima di parlare della sua partita in crescendo con il Milan: quando Allan è arrivato a Napoli aveva appena 24 anni (è del gennaio ‘91), cioè era abbastanza giovane per poter ancora imparare più di una cosa. Sarri era l’allenatore solo da pochi mesi e lo accolse definendolo “un giocatore straordinario”. Da Sarri, Allan ha imparato non solo la gestione del pallone ma anche l’idea che a calcio si gioca, per quanto possibile, guardando e muovendosi in avanti. Allan è un giocatore molto cresciuto rispetto a tre stagioni fa, se deve alzare la testa e cercare un compagno al di là della prima linea avversaria, può farlo. Anche senza i triangoli automatici di Sarri, Allan ha imparato a giocare con passaggi in diagonale e a smarcarsi in verticale per farsi vedere dal compagno in possesso del pallone. Un esempio dalla partita di sabato: al 49’, con il Milan in vantaggio di due reti, Allan riceve palla da Callejón a una decina di metri di distanza dall’area di rigore e con il controllo orientato si mette subito in condizione di guardare il centro del campo. Quando Insigne scatta tra Musacchio e Romagnoli - in leggero fuorigioco - Al- lan lo serve con un lancio di collo esterno che taglia centrocampo e difesa milanista, prima di toccare terra in area di rigore. Ancelotti, a differenza di Sarri, non chiede al centrocampo del Napoli di aggredire i propri avversari non appena si è persa palla, ma la linea difensiva e, di conseguenza, quella del recupero palla, sono ancora piuttosto alte. Anche se Napoli e Milan hanno recuperato quasi lo stesso numero di palloni (67-61), la squadra di casa lo ha fatto in media a 46 metri dalla propria porta, cioè quasi a metà campo, mentre quella ospitea 24 metri, poco dopo l’area di rigore. Il Napoli ha recuperato 33 palle oltre la linea della metà campo, il Milan appena 3. Allan ha calpestato quasi per intero il terreno di gioco del San Paolo, andando dalla zona davanti alla propria area di rigore fino a molto dentro quella avversaria, chiudendo in fascia sia davanti che alle spalle di Hysaj, spingendosi anche a sinistra e invertendo per pochi momenti la posizione con Hamsik. Ancelotti non chiede l’aggressività che chiedeva Sarri e il centrocampo del Napoli ondeggia da destra a sinistra, con i singoli giocatori che escono a turno per andare in pressione e sono pronti a tornare in posizione se la pressione non porta gli avversari all’errore. Con una pazienza a volte eccessiva - specie sui cambi di campo, come in occasione del gol di Calabria che ha portato il Milan sullo 0-2. Allan non domina il centrocampo per pura forza fisica: anche contro il Milan ha perso dei contrasti e in campo c’erano giocatori sicuramente più forti di lui fisicamente (Higuaín e Kessié, ad esempio). Ovviamente non lo domina neanche per le proprie doti tecniche: dopo trenta secondi si è fatto recuperare in progressione e spostare addirittura da Ricardo Rodríguez. Ma Allan dura più di chiunque altro e quando gli avversari calano, anche solo di poco, lui viene fuori (vedere in questo senso la progressione che fa al 87’, passando tra Bakayoko e Laxalt, due nuovi entrati). Guardando la rosa del Napoli, quest’estate, in molti ne hanno sottovalutato la qualità a disposizione. Ci siamo concentrati sul ruolo di Hamsik ma non abbiamo pensato che anche Zielinski sarebbe potuto diventare più influente, che in panchina c’è Diawara che finora non ha mai deluso quando è stato chiamato in causa (e non abbiamo ancora visto Fabián Ruiz). Non abbiamo neanche pensato che Allan, che a 27 anni è nel pieno della forma, resta uno dei migliori centrocampisti del campionato. Allan non è solo un recuperatore di palloni e nel Napoli di Ancelotti la sua completezza potrebbe diventare ancora più importante.


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