ALLEGRI chiede di gestire IL PORTO



Champions League/Ritorno degli ottavi: i bianconeri difendono il 2-0 di Oporto

TORINO. Subire una rimonta partendo dal 2-0 dell’andata nello ‘Stadium’ inviolabile, è poco probabile, ma guai ad abbassare la guardia. Alla vigilia di Juve- Porto, Allegri fa la consueta esibizione di prudenza: “Nel calcio - dice - non c’è mai una partita scontata. Certo che ci sono rischi contro il Porto, e tanti. Contro la Roma ha dimostrato di saper giocare questo tipo di partite”. In un periodo in cui la Juventus è più che mai al centro delle polemiche, le risposte vanno date sul campo: “dobbiamo pensare a lavorare e alla partita di domani”, smorza il tecnico bian- conero che però non perde occasione per esporre il suo pensiero: “Nella vita, come nello sport, ci sono delle regole, servono educazione e rispetto: quello che è suc- cesso venerdì è solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Ma così non va bene: siamo arrivati al limite della follia”. Allegri sposta l’attenzione alla Champions League e al Porto, che “domani farà un’ottima partita. Dobbiamo indirizzarla come vogliamo noi, affrontarla come una gara secca senza pensare al 2-0 dell’andata ma cercando un’altra vittoria”. I numeri sono dalla parte della Juventus: mai una squadra è riuscita a recuperare in Champions uno 0-2 alla Juve e nelle 36 occasioni in cui i bianconeri sono riusciti a vincere l’andata in trasferta, hanno sempre passato il turno. A far da contraltare lo spettro del ko rimediato dalla Romnei preliminari: “Ho fatto vedere ai ragazzi la partita dell’Olimpico per fargli capire come giocherà il Porto: sa quel che vuole, cercherà di tenere la partita aperta. Non sarà semplice per noi, per passare il turno servirà una grande partita”. Al centro del campo tornerà Marchisio, che sarà affiancato da “Khedira o da Pjanic”, anche se la scelta pende più sul versante tedesco, mentre l’altro dubbio diAllegri riguarda “la fascia destra”, con Lichtsteiner in vantaggio sul brasiliano Alves. In attacco Higuain supportato da Mandzukic, Cuadrado e Dybala, ormai tra- sformato in trequartista da Allegri. “Non mi aspettavo di diventare un trequartista - spiega il fuoriclasse argentino - quando sono arrivato alla Juve, il mister mi ha fatto giocare in questa posizione, ma sono contento”. Meno spazio in attacco ma le responsabilità proprie dei fuoriclasse, come il rigore decisivo con il Milan, “il più pesante della mia carriera”, che ha dato alla Juventus “una carica in più per arrivare con più fiducia a questa partita”. Gioie personali che non possono essere paragonate a quelle collettive: “Sono contento di come sto giocando, mi piacerebbe segnare di più, ma se la squadra andasse avanti senza che io segnassi, sarei comunque molto contento”. La Juventus ormai non deve più aver paura - dice Dybala - delle grandi d’Europa, Barcellona su tutte: “Quando comin- cia la Champions siamo tutti sullo stesso livello, adesso abbiamo passato i gironi insieme a loro, ma noi siamo primi in campionato, abbiamo vinto l’andata della se- mifinale di Coppa Italia, quindi in alcune cose siamo anche superiori a loro”. Solo il campo potrà stabilire eventuali nuove gerarchie, anche se “affrontarli in Champions - osserva La Joya - dipenderà da quello che succederà domani”.


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