Allegri vede un traguardo



JUVENTUS/“Entusiasmo ma non esaltazione” anche se 3 punti oggi varrebbero lo scudetto

TORINO. Entusiasmo sì, esaltazione no. La Champions league, l'eliminazione del Barcellona, le semifinali col Monaco alle porte, non devono distrarre la Juventus, chiamata contro il Genoa alla vera impresa secondo Allegri. Perché dopo il Camp Nou "il grosso pericolo è cadere, tutti se lo aspettano, mentre la Juve non deve cadere", osserva il tecnico bianco-nero, che pone l'avversario di domani al livello delle grandi sfide: "vale lo scudetto". Un appuntamento, quello con il sesto tricolore consecutivo, che i tre punti contro i grifoni renderebbero ancora più vicino. "Vincere domani manterrebbe invariato il vantaggio" sulla Roma, dando ai bianconeri "la possibilità di sbagliare due partite" e consentendo a Buffon e compagni di concentrarsi sulle semifinali di Champions League "dopo la partita di Bergamo" con l'Atalanta. Un passo alla volta per non vanificare tutto, dunque, perché se le lodi abbondano, i titoli, al momento, sono ancora fermi a zero. "Dopo la partita col Barcellona, sembrava che la Juventus avesse già vinto la Champions - ammonisce Allegri -, la Juventus non ha assolutamente vinto la Coppa, né il cam- pionato e neanche la Coppa Italia. Stiamofacendo un percorso importante, ma non deve esserci troppa esaltazione e neanche troppa euforia". Il rischio, guardandosi allo specchio, è di vanificare tutto: "Ci vuole il grande en- tusiasmo, perché ci aiuta a lavorare nel migliore dei modi, ma sempre con i piedi per terra e con l'equilibrio giusto. Tutti si aspettano che la Juventus possa cadere, ma nondobbiamo farlo perché domani abbiamo la partita dello scu- detto". Un concetto ripetuto più volte, quasi ad invocare "la cattiveria e l'intensità mentale mostrata nelle ultime partite" per essere "mentalmente pronti a giocare una partita tosta". Il ricordo del match d'andata, quando il Genoa "ci ha rifilato 3 gol in 29 minuti e abbiamo battuto ogni record" è ancora una ferita aperta: il 3-1 di Marassi deve essere vendicato, sportivamente parlando, vincendo e cucendosi sul petto un pezzo di tricolore. Poi si potrà pen- sare alla Champions e alla sfida con il Monaco, "una squadra che è arrivata in semifinale, che ha dei valori tecnici e tattici, che non ha la storia della Juventus, però questo non vuol dire che la Juventus sia facilitata nell'andare in finale". Turnover annunciato in difesa, dove Barzagli e Benatia occuperanno il centro affiancati da Lichtsteiner e Asamoah. In attacco l'unico dubbio riguarda Cuadrado, uscito malconcio dal Camp Nou, in ballottaggio con Lemina. A centrocampo invece sarà Marchisio a sostituire lo squalificato Pjanic nel cuore del 4-2-3-1 diventato marchio di fabbrica della Juventus di Allegri.


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