Alluvione in Sardegna

TRAVOLTI DAL FANGO: DUE MORTI, UNA DONNA DISPERSA. CENTINAIA DI PERSONE SFOLLATE



di Andrea Frigo

CAGLIARI. Sette anni dopo quel maledetto 18 novembre 2013, quando il ciclone Cleopatra portò morte e distruzione con 19 vittime, la Sardegna piange altre vittime causate dal maltempo. Due i morti accertati e una persona ancora ufficialmente dispersa, tutti a Bitti, nel Nuorese: Giuseppe Mannu, allevatore di 55 anni, rientrava a casa dalla campagna ed è stato travolto da una frana e dalla furia dell’acqua; Giuseppe Carzedda, 90 anni, annegato in casa; Lia Orunesu, 89 anni, travolta dalla furia dell’acqua e del fango fuori dalla sua abitazione, il cui corpo non è ancora stato recuperato, ma le speranze di ritrovarla in vita sono ormai svanite. Bitti - già colpito all’alluvione di sette anni fa con una vittima (un allevatore travolto dalla furia dell’acqua in campagna il cui corpo non è stato mai ritrovato) - è un paese distrutto: le strade del centro abitato cancellate, le cantine allagate, le auto trascinate dall’acqua e inghiottite dalle frane, le case di campagna all’uscita del paese verso Onanì non esistono più e con loro sono state spazzate via strade rurali e ponti. Nella vicina Galtellì, uno dei paesi della valle del Cedrino, dove sono arrivate grosse portate d’acqua dalla diga di Preda Othoni, 160 persone sono state evacuate e trascorreranno la notte in una palestra. Stessa situazione a Oliena. L’ondata di maltempo non ha risparmiato le altre zone della Sardegna. Frane e allagamenti in moltissime strade, sia statali che provinciali, che sono state chiuse al traffico. A Cagliari venti di burrasca hanno provocato cadute di alberi e una mareggiata al Poetto, con il litorale completamente sommerso dall’acqua sino ai chioschi-bar. Oggi inizierà la conta dei danni, e inevitabili saranno le polemiche per questa ennesima tragedia, anche se stavolta era stata diramata in tempo l’allerta rossa, di criticità massima, e la Protezione civile con i sindaci avevano predisposto tutte le necessarie precauzioni, avvisando la popolazione casa per casa, e chiudendo scuole, parchi e cimiteri da Cagliari a Olbia. “La macchina si è messa in moto per tempo - precisa all’Ansa il direttore regionale della Protezione civile Antonio Belloi - l’allerta rossa è stata emanata da due giorni per la Sardegna orientale. Anche per Bitti, abbiamo allertato in maniera capillare tutti i primi cittadini. E il sindaco di Bitti è stato prontissimo nella risposta: ha esperienza, ha gestito l’alluvione del 2013. Anche venerdì sera ci ha confermato che aveva allertato tutta la popolazione e fatto tutto quello che si doveva fare. Ma su Bitti è arrivato qualcosa che il territorio non è riuscito a sopportare dal punto di vista idraulico. Con tutta la buona volontà il sindaco ha fatto tutto quello che doveva fare, purtroppo l’evento, per quanto previsto, ha fatto il suo corso in questo modo”. La Regione Sardegna chiederà la proclamazione dello stato di calamità naturale, mentre l’allerta della Protezione civile per oggi è stata estesa anche a Puglia e Calabria (arancione). Unanime la solidarietà e il cordoglio del mondo politico, dai presidenti di Regione e Consiglio regionale Christian Solinas e Michele Pais, agli esponenti di governo e leader dei partiti. “È un momento di sofferenza per la Sardegna, ma nessun cittadino verrà lasciato solo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

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