Alpi tragiche: nove vittime



ESCURSIONISTI SORPRESI DA TEMPESTE D’ALTA QUOTA IN QUATTRO DISTINTI INCIDENTI

AOSTA. Ingannati da una fitta nebbia e intrappolati da un vento gelido che ha fatto precipitare la temperatura fino a 20 gradi sotto lo zero: così tra ieri e domenica sono morti nove alpinisti in quattro distinti incidenti sulle Alpi tra Italia, Francia e Svizzera. La tragedia più rilevante è avvenuta sulleAlpi svizzere dove sono decedute quattro persone e altre cinque sono in gravi condizioni a causa dell’ipotermia. Due comitive di 10 e 4 persone di varie nazionalità, tra cui anche italiani, tedeschi e francesi, sono cadute nella trappola di una violenta tempesta in alta quota, scatenatasi domenica e prevista dai bollettini meteo. Si trovavano nella zona della Pigna d’Arolla, a oltre 3.000 metri lungo il percorso della Haute Route, un itinerario scialpinistico molto frequentato in queste settimane che collega Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, con Zermatt, sotto il Cervino. Erano attese domenica notte al rifugio Des Vignettes, ma non ci sono mai arrivate. L’operazione di salvataggio è partita dopo un allarme lanciato verso le 6.30. Tre delle quattro vittime sono decedute dopo l’arrivo in ospedale, mentre uno era già morto, dopo essere precipitato. Tutti i feriti sono stati trasportati negli ospedali del Canton Vallese, Berna e Losanna. La polizia ha istituito una linea di assistenza per stabilire contatti con le famiglie. “L’identificazione delle vittime è ancora in corso”, ha riferito ieri il portavoce della polizia cantonale del Vallese, Markus Rieder. Le autorità elvetiche hanno contattato l’agenzia svizzera di itinerari alpinistici Mlg Mountain Guide, che proprio in questi giorni ha organizzato un’attraversata nella zona, per acquisire l’elenco dei partecipanti. Il gruppo di una decina di persone era condotto dalla guida alpina comasca Mario Castiglioni assieme alla moglie bulgara Kalina Damyanova, guida escursionistica. Il loro programma prevedeva per la giornata di domenica, la quarta delle sei in calendario, il tratto tra i rifugi Des Dix e Des Vignettes. L’ambasciata d’Italia a Berna, in stretto raccordo con la Farnesina, si mantiene in contatto con le autorità elvetiche per verificare le condizioni dei connazionali. Ad aggravare il bilancio dell’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla dorsale alpina ci sono state altre tre tragedie. La prima sul versante Sud del Monte Rosa dove un’escursionista russa si è avventurata con le ciaspole a 4.200 metri di altitudine e si è smarrita. Il suo corpo senza vita è stato avvistato, ma non ancora raggiunto dai soccorritori ostacolati dalle proibitive condizioni meteorologiche. In Francia, ai piedi del Monte Bianco, due scialpinisti francesi sono morti in altrettanti incidenti: un 35enne diAnnecy ha perso la vita “a causa delle pessime condizioni meteo” ed è stato recuperato ieri sull’Aiguille Verte, mentre una valanga ha investito ieri un gruppo di quattro sciatori d’oltralpe sul versante Est dell’Aiguille du Midi, nei pressi del ghiacciaio Rond. Tre sono rimasti illesi mentre un 35enne è morto. Infine, due giovani alpinisti svizzeri di 21 e 22 anni sono stati trovati senza vita stamane sulle Alpi bernesi, nella zona del monte Monch, a 4.105 metri. Secondo quanto riferito dalla polizia cantonale di Berna, non sono sopravvissuti alle basse temperature e allo sfinimento.


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