Alta tensione nel governo

TRIA NEL MIRINO SUI RIMBORSI, MENTRE SALVINI E DI MAIO LITIGANO SULLE OPERE



ROMA. Ancora alta tensione all'interno del governo all'indomani del mancato accordo al Consiglio dei ministri di giovedì su banche e crescita. Clima sempre più pesante attorno al ministro dell'Economia, Giovanni Tria ancora nel mirino delle forze politiche. E in questa si- tuazione di instabilità, il premier Giuseppe Conte da un lato prova ad assumersi la responsabilità dell'iniziativa sul fronte della tutela dei risparmiatori truffati, dall'altro si offre come garante della crescita e della tenuta dei conti assicurando anche agli imprenditori di essere un interlocutore attento. Una situazione delicata che fino a martedì prossimo, quan- do sarebbe previsto un nuovo cdm sull'argomento, il presidente del Consiglio si prende il ruolo di mediatore per abbassare la tensione e il livello dello scontro tra i due vicepremier, Di Maio e Salvini, e il responsabile del tesoro. Alcuni giorni per riflettere, prima di un possibile vertice collegiale, e trovare una soluzione ad un caso oggettivamente complesso, vista la netta presa di posizione del ministro dell'economia, che chiede il rispetto dei paletti delle norme comunitarie per qualsiasi iniziativa sul tema. Sul difficile fronte delle banche, Conte garantisce che "c'è stato un confronto sereno", perché, osserva: "Tutti quanti avevamo le idee chiare; abbiamo un miliardo e mezzo da sbloccare nel limiti delle regole europee. Quando vedo qualche ricostruzione sorrido". Spande tranquillità anche per quando guarda la posizione del titolare dell'Economia: "Tria - dice Conte - deve stare sereno". Anche il ministro, forte dell'appoggio del Commissario Ue Pierre Moscovici che lo definisce "l'uomo giusto al posto giusto, al momento giusto", fa di tutto per smorzare i toni, ma tiene il punto. "Vogliamo indennizzare tutti, bisogna fare in modo che i risparmiatori possano essere pagati tutti. Sarà fatto tutto in regola", garantisce su twitter. Toni molto meno distesi,invece, all'interno della maggioranza gialloverde, dove il duello tra i due vicepremier, complice anche il clima ormai preelettorale, continua senza esclusione di colpi. Matteo Salvini giovedì aveva criticato i Cinque Stelle lamentandosi che bisogna "sbloccare il Paese". E, da Parigi, morde il freno, sostenendo che sui risarcimenti ai risparmiatori "bisogna fare bene e in fretta. E' già passato troppo tempo. Conte ha detto 'faccio io' e lo faccia, ha la mia fiducia", aggiunge. Di Maio replica a muso duro: "Affrontiamo questo momento con il massimo della serietà e non con questi slogan. Una cosa non posso accettare: ieri sono stato 4 ore in Consiglio dei ministri - lamenta il capo politico 5S - insieme al Mef abbiamo approvato il decreto sulla crescita, poi usciamo da lì ed escono fuori queste dichiarazioni: 'Non si blocchi il Paese'". Troppi slogan? "Io - rintuzza Salvini - bado ai fatti, fatemi lavorare. Non vorrei che stessimo ragionando da troppi mesi su troppi cantieri". Frase che provoca infine la replica piccata del ministero delle Infrastrutture, guidato da Danilo Toninelli. "Solo grazie all'intenso lavoro di questo ministero e del Governo - riferiscono fonti del Mit - si stanno sbloccando in queste settimane cantieri importantissimi, dalla Sicilia al Piemonte, che erano fermi da anni". Scintille M5s-Lega anche sulla controversa candidatura italiana per le Olimpiadi Invernali del 2026, ratificata con la firma delle lettere formali da parte del premier. "Per il M5S il tema Olimpiadi è importante, ma niente cattedrali nel deserto o sprechi. Noi - avverte il sottosegretario 5S Stefano Buffagni - non lasciamo neanche una platea libera al nostro alleato che è ingombrante, ma anche noi lo siamo abbastanza".

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