Altre due tegole su Trump

INDAGATO RUDY GIULIANI, SI DIMETTE IL MINISTRO DELL’INTERNO MCALEENAN



NEW YORK. Si allargano a macchia d’olio le indagini sul possibile impeachment di Donald Trump. Nel mirino delle autorità federali di New York è finito anche Rudolph Giuliani: il legale personale del presidente è indagato, come riportato dal New York Times, per le sue attività in Ucraina. Un colpo di scena che complica la difesa del tycoon, tornato ad attaccare l’inchiesta per la sua messa in stato d’accusa definendola “illegale e incostituzionale”. Ma le grane di Trump non si limitano a Giuliani. L’amministrazione perde infatti un altro pezzo importante: il ministro dell’Interno ad interim Kevin McAleenan si è dimesso lasciando vacante una postazione strategica nella lotta all’immigrazione clandestina del presidente. Le dimissioni seguono l’intervista rilasciata nelle settimane scorse da McAleenan al Washington Post e mal digerita dal tycoon e dal suo falco per l’immigrazione, Stephen Miller. Un’intervista in cui McAleenan ammetteva indirettamente di non essere in grado di evitare che il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale diventasse una pedina politica per una divisiva politica sull’immigrazione. Dietro a questo ci sarebbero le crescenti tensioni fra McAleenan e Miller, convinto che il ministro ad interim non fosse adeguato a centrare gli obiettivi di Trump. L’uscita di McAleenan arriva dopo due pesanti sconfitte in tribunale per le politiche sui migranti di Trump. Un giudice del Texas ha infatti definito illegale lo spostamento di fondi dal Pentagono alla costruzione del muro con il Messico, un progetto che il Congresso si è rifiutato di finanziare. Mentre un tribunale di New York ha sospeso l’entrata in vigore delle norme che avrebbero consentito al Dipartimento di Sicurezza Nazionale di scartare, tramite un test sulla ricchezza, gli immigrati a rischio di beneficiare eccessivamente dell’assistenza pubblica. L’unico successo di Trump sono state le dimissioni dell’anchor di Fox News Shepard Smith, una delle poche voci critiche dell’emittente verso il presidente. “Ha lasciato per l’audience basso”, ha commentato Trump senza nascondere una certa soddisfazione. E’ comunque il caso Giuliani ad agitare la Casa Bianca e i repubblicani. La convinzione è che l’ex sindaco di New York, con i suoi monologhi televisivi in cui accusa tutto e tutti arrivando a definirsi “un eroe” ma anche “la talpa” dello scandalo dell’Ucraina, sia nocivo per il presidente. I suoi interventi confusionari e talvolta contraddittori, è la convinzione di alcuni consiglieri di Trump, alimenterebbero infatti l’idea di un caos imperante alla Casa Bianca. E il fatto che possa essere indagato per le sue attività in Ucraina, incluse presunte pressioni per rimuovere l’ex ambasciatrice americana a Kiev, complica ulteriormente la situazione. Trump era sembrato prendere le distanze da Giuliani nelle ultime ore, arrivando ad affermare di non sapere se fosse ancora il suo legale personale. Poi con un tweet ha però spazzato via ogni dubbio ribadendo il suo appoggio a un “fantastico avvocato”.

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